Btp, rendimenti su del 20% in un mese. Cosa fare ora? Da dicembre 2024, i rendimenti obbligazionari hanno segnato un netto rialzo, con il Btp decennale che è passato dal 3,20% a quasi il 3,90%. Questa volatilità destabilizza gli investitori ma offre anche opportunità di acquisto a sconto, in previsione che la Banca Centrale Europea prosegua nei tagli ai tassi d’interesse anche nel 2025, dopo anni di politiche monetarie restrittive. La situazione attuale, tuttavia, si distingue per un mix di fattori che rende il contesto di mercato particolarmente complesso e meritevole di analisi approfondite prima di prendere decisioni d’investimento.
L’aumento dei rendimenti obbligazionari trova spiegazione in diversi elementi: i nuovi dati sull’inflazione, la risalita dei prezzi delle materie prime, soprattutto energetiche, e le rinnovate tensioni geopolitiche. Questi fattori hanno portato a un’impennata dei rendimenti del 20%, con un impatto maggiore sui titoli a lungo termine, storicamente sono più sensibili ai mutamenti del contesto macroeconomico.
A questi fattori si aggiunge l’interruzione degli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce, che spinge gli investitori privati a chiedere premi al rischio più elevati. Tuttavia, il forte interesse della domanda estera continua a sostenere il debito pubblico italiano, grazie ai suoi rendimenti reali tra i più competitivi in Europa.
Questo scenario, ricco di opportunità ma anche di incognite, evidenzia l’importanza di valutare con attenzione le prospettive economiche e politiche. Il 2025 si presenta come un anno in cui, tra nuove emissioni e titoli già sul mercato, sarà cruciale adottare un approccio strategico per cogliere il meglio dal reddito fisso senza trascurare i rischi. Vediamo di seguito tre scenari per investire ora nei Btp.
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Btp, rendimenti su del 20% in un mese. Cosa fare ora?
Rendimento Btp10 anni
Fonte Tradingview
Il rialzo dei rendimenti dei Btp ha portato il benchmark del decennale italiano, con scadenza ad agosto 2035, a offrire un tasso netto del 3,37%, in crescita dal tasso netto del 3,26% offerto durante l’asta della scorsa settimana. Chi avesse acquistato 10.000€ di questo Btp (Isin IT0005631590) in asta, la scorsa settimana, al prezzo di 99,577 centesimi, oggi subirebbe una perdita di circa 115€ [(99,577-98,43) x101 quote].
Al contrario, il calo del prezzo a 98,43 centesimi rappresenta un’opportunità per chi volesse investire oggi in questo Btp. E se il rendimento salisse ancora, facendo scendere il prezzo sul mercato secondario? Questo scenario complesso richiede una riflessione accurata sulle possibili evoluzioni del mercato e sulle esigenze finanziarie dei singoli investitori. Ecco tre scenari plausibili e come potrebbero influenzare le scelte future.
Scenario 1 - Rendimenti che si stabilizzano e tornano a scendere con i tagli dei tassi attesi a gennaio
Se la Banca Centrale Europea proseguirà il taglio dei tassi come da programma, tra fine gennaio e metà 2025, i rendimenti del Btp agosto 2035 potrebbero gradualmente scendere. In questo caso, chi investe oggi al prezzo di 98,50 potrebbe beneficiare di un duplice vantaggio: la cedola netta del 3,19% annuo e un apprezzamento del titolo, che potrebbe tornare vicino al valore nominale. Questo scenario favorirebbe chi punta su un guadagno in conto capitale, offrendo un’opportunità di vendita anticipata con un profitto.
Vediamo un esempio concreto.
Nel caso di una riduzione complessiva di 100 punti base dei tassi Bce, il Btp agosto 2035, che ha una duration modificata di 8,52, salirebbe a circa 106,89 centesimi, offrendo all’investitore un guadagno del 10,65% in meno di un anno (3,19% di cedola netta + 7,46% di capital gain netto).
Scenario 2 - Rendimenti che salgono al 4% e poi calano dopo i tagli dei tassi
Un secondo scenario vede i rendimenti del Btp decennale salire fino al 4%, a causa dei fattori elencati prima, per poi scendere con l’allentamento monetario della Bce. Chi investe in questa fase potrebbe affrontare una leggera svalutazione iniziale del capitale, ma avrebbe l’opportunità di acquistare a prezzi ancora più vantaggiosi. Nel medio termine, il calo dei rendimenti potrebbe comunque portare a un recupero del valore del titolo, offrendo un’ulteriore possibilità di guadagno. Questo approccio potrebbe essere interessante per investitori più esperti con una maggiore tolleranza al rischio.
Scenario 3 - Rendimenti stabili al 3,80% senza ulteriori cali
Infine, c’è la possibilità che i rendimenti si stabilizzino attorno al 3,80%, senza ulteriori ribassi significativi. In questo caso, il Btp agosto 2035 rappresenterebbe una scelta ideale per chi intende mantenere il titolo fino alla scadenza, beneficiando di una cedola netta competitiva rispetto ad altre opzioni di investimento a basso rischio. Sebbene non vi siano prospettive di guadagno in conto capitale, la stabilità del rendimento potrebbe attrarre investitori alla ricerca di redditi sicuri in un contesto di mercato ancora incerto.
In questo caso, 10.000€ investiti oggi nel Btp agosto 2035 al prezzo di 98,50 centesimi si trasformerebbero in 13.484€ a scadenza, con un rendimento cumulato netto del 35,54% in 10 anni.
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