Regno Unito: dalle previsioni di recessione alla crescita. Il miracolo Brexit

Luca Secondino

7 Settembre 2016 - 12:01

I dati positivi delle ultime settimane hanno spinto gli economisti di Londra ad aggiornare le previsioni: da recessione a crescita. Brexit fa crescere davvero?

Regno Unito: dalle previsioni di recessione alla crescita. Il miracolo Brexit

La Brexit fa crescere? Potrebbe essere presto per dirlo, ma gli economisti di Londra hanno iniziato a correggere le loro previsioni di recessione sulla base dei dati economici e dell’industria sorprendentemente solidi e in crescita a poca distanza dalla Brexit.

Sulla scia del referendum del 23 giugno gli economisti della City a Londra avevano tagliato in modo drammatico le previsioni di crescita economica per il Regno Unito, delineando una vera e propria contrazione del PIL per due trimestri, una recessione tecnica.

Le previsioni post-Brexit erano decisamente nere: all’indomani del voto, il 29 giugno, un sondaggio di 35 economisti di Bloomberg, aveva rilevato che il 71% degli intervistati prevedeva una recessione sia per il 2016 che per il 2017.

La situazione è ancora questa o la Brexit sta facendo crescere la Gran Bretagna?
Da Londra, precisamente dalla City, il centro economico e finanziario del Paese, arrivano segnali incoraggianti.

I dati positivi nel mese di luglio sulle vendite al dettaglio presso l’Ufficio per le statistiche nazionali e una ripresa dell’indice PMI manufatturiero in agosto hanno spinto gli economisti di Londra a rivedere le loro previsioni, precedentemente orientate su una forte recessione.

Brexit fa crescere la Gran Bretagna? Le nuove previsioni

Per capire se la Brexit fa crescere la Gran Bretagna, è utile passare in rassegna le nuove previsioni degli economisti nella City, che a Londra inviano segnali di ottimismo a tutto il mondo.

Il team di Morgan Stanley ha dichiarato di aver valutato nuove previsioni di crescita, avendo superato la fase di forte frenata in vista di una recessione - ora tecnicamente evitabile.

Gli economisti del Credit Suisse sostengono che lo shock della Brexit sia stato sostanzialmente inferiore a quanto ci si era aspettati a fine giugno: “Ora aspettiamo una tenue crescita, e non più una recessione”, hanno spiegato.

La Brexit fa bene alla Gran Bretagna ed un segnale è sicuramente il passaggio da previsioni di recessione a previsioni di crescita.

A Londra, nella City, gli economisti avevano previsto una contrazione dello 0,4% per il terzo trimestre dell’anno, ma ora che i dati sono migliori, hanno spostato la previsione a una crescita del 0,4%.

Come motivazione, Goldman Sachs ha citato l’allentamento monetario della Banca d’Inghilterra di agosto e la possibilità di un successivo taglio sui tassi di interesse dello 0.1% a novembre, oltre al sostanziale sgravo fiscale anticipato dal governo nelle dichiarazioni dello scorso autunno.

Goldman ha anche detto che la riduzione cumulativa del livello di PIL del Regno Unito entro il 2019 sarà del 2%, in miglioramento rispetto al 3% che la banca aveva precedentemente previsto.

Gli analisti di Wall Street con sede a Londra hanno dichiarato:

Integrando questi nuovi stimoli monetari e fiscali nelle nostre previsioni, ora ci aspettiamo che l’economia del Regno Unito riesca ad evitare la recessione tecnica che avevamo previsto subito dopo il referendum

JP Morgan, che in precedenza aveva previsto una contrazione del PIL nel terzo trimestre, ora prevede una crescita.

Gli economisti di Londra spiegano che per ora è svanito il rischio di recessione nella seconda metà del 2016, e questo potrà interferire sui tagli dei tassi di interesse previsti per novembre.

IHS Global Insight ha dichiarato:

Dopo aver inizialmente temuto che l’economia della Gran Bretagna potesse ristagnare nel terzo trimestre dopo la votazione per la Brexit del mese di giugno, ora crediamo che l’economia potrebbe crescere di circa il 0,3%, con i consumatori alla guida della crescita.

Brexit: crescita della Gran Bretagna? C’è chi frena l’ottimismo

Non è facile stabilire se la Brexit stia facendo bene alla Gran Bretagna, ma i segnali che arrivano da Londra sono incoraggianti.
Tuttavia, non tutti gli economisti della City hanno rivisto le loro previsioni, e alcuni si mantengono su un giudizio tendente al ribasso.

Pantheon Macroeconomia ha dichiarato che non sarebbe sorprendente se l’indice PMI manufatturiero dovesse rivelarsi un flop nei prossimi mesi e che è troppo presto per tirare un sospiro di sollievo, poiché il rischio di recessione è ancora molto.

Le prime stime dell’ONS sulla crescita del PIL per il terzo trimestre non saranno rilasciato fino al 27 ottobre. La crescita si è attestata al 0,6% nel secondo trimestre, in gran parte prima del referendum, e ora il mondo attende le stime del terzo trimestre per stabilire se davvero la Gran Bretagna è in ripresa.

Le nuove previsioni del PIL dell’OBR, l’Ufficio per la Responsabilità di Bilancio - l’ente del Tesoro - potrebbero essere cruciali nell’influenzare le decisioni fiscali del prossimo autunno. Nelle passate previsioni l’OBR si è comunque sempre mostrato vicino alla media delle previsioni della City.

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