Brexit è possibile: il perché in 4 grafici - Credit Suisse

Matteo Bienna

09/05/2016

Credit Suisse mostra quattro prove grafiche di come l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sia un evento realmente possibile. Vediamo in che modo.

Brexit è possibile: il perché in 4 grafici - Credit Suisse

Il prossimo 23 giugno gli inglesi saranno chiamati alle urne per votare a favore o contro la permanenza del loro paese all’interno dell’Unione Europea, e secondo i dati raccolti da Credit Suisse le cose sono tutt’altro che scontate.

La Brexit è tra i temi più caldi dell’attualità e l’avvicinarsi del prossimo mese porta l’arrivo di nuove speculazioni riguardo gli esiti del voto.

Nonostante il pensiero generale sia sempre stato incline al partito anti-Brexit, con le opinioni di molti economisti, esponenti politici e lo stesso Obama che hanno ritenuto insostenibile lo scenario di abbandono della Comunità da parte del Regno Unito, le voci fuori dal coro sembrano prendere piede.

Dopo le dichiarazioni riguardanti i benefici economici che la Brexit porterebbe, operate da parte di un gruppo di economisti, sembrano esserci delle evidenze che guardano ad una progressiva prevalenza degli euroscettici.

Vediamo come questo è testimoniato in maniera chiara ed evidente grazie ai dati raccolti da Credit Suisse.

Brexit: quattro elementi che la rendono una possibilità concreta

Nessuno è realmente sicuro di quale potrà essere l’esito del voto del prossimo 23 giugno nel Regno Unito.

Un grande numero di variabili sono contenute all’interno dei processi decisionali del popolo inglese, con l’idea di una Brexit possibile che sembra pian piano prendere piede.

È infatti proprio il trend seguito dai sondaggi ad accrescere i sospetti, come sottolineato dalla nota pubblicata da Credit Suisse, in particolare da Sonali Punhani e dal suo team.

Più di ogni dichiarazione individuale, infatti, sono proprio i trend a parlare chiaro e a descrivere il mood dell’elettorato inglese a poco più di un mese dal voto.

La prima delle quattro prove a sostegno del partito anti-Brexit è data dall’andamento dei sondaggi tra i due schieramenti:

Il partito “leave”, in rosso, segnala l’andamento nei sondaggi degli euroscettici. Questo, al di là dell’ultimissimo calo in ordine temporale, mostra un trend crescente che ha da poco superato il partito della permanenza.

I sondaggi effettuati online e per via telefonica mostrano la stessa tendenza, chiaramente a favore della linea rossa:

Per quanto non ci sia ancora stato l’incrocio tra le due linee, il tempo che ancora separa l’elettorato inglese dal 23 giugno potrebbe servire a continuare gli attuali trend, con un superamento dei sostenitori del partito anti-Brexit nei confronti dei loro avversari.

Nel seguente grafico è evidenziato il crollo della campagna a favore della permanenza, che ha visto un calo dopo la visita di Obama, che sembrerebbe quindi aver scaturito un effetto controproducente:

Nell’ultimo esempio grafico viene infine mostrato come la quota di euroscettici non sia solo aumentata nel tempo ma abbia proprio raggiunto ad oggi i suoi massimi da quando ne si tiene traccia:

I dati raccolti e offerti da Credit Suisse sembrano quindi avere poco a che fare con pensieri ed interpretazioni personali.

I sondaggi che inizialmente sembrava non avessero storia, ora raccontano di un paese diviso a metà, con i sostenitori della Brexit che accrescono con il tempo il loro peso.

Fonte: BusinessInsider

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