Brexit, Forum BCE: Carney e Yellen snobbano Draghi, incontro annullato

Flavia Provenzani

28/06/2016

Forum BCE: Federal Reserve e Bank of England annullano la partecipazione al Forum della BCE guidato da Mario Draghi.

Brexit, Forum BCE: Carney e Yellen snobbano Draghi, incontro annullato

Dopo la vittoria della Brexit al referendum del Regno Unito e il crollo dei mercati finanziari, il focus degli investitori si sposta a Sintra, in Portogallo, al Forum della BCE sull’andamento dell’economia mondiale, gli effetti della politica monetaria su come reagire a livello di politica monetaria con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
Tuttavia, Fed e BoE hanno declinato l’invito a partecipare.

Mario Draghi ha in programma un intervento pubblico questa mattina alle ore 10:00 circa.

Forum BCE: Carney e Yellen annullano partecipazione

Il presidente della Federal Reserve Janet Yellen e il governatore della Bank of England Mark Carney sarebbero dovuti volare a Sintra per incontrare il presidente della BCE Mario Draghi nel tentativo di un’azione coordinata in reazione ad uno degli scenari più tragici degli ultimi anni.
Tuttavia, il simposio finale che avrebbe visto i tre banchieri centrali insieme sul palco è stato annullato.
Nessuna ragione specifica è stata divulgata.

Draghi al Forum BCE: “Tristezza” per la Brexit

Il presidente della BCE Mario Draghi ha scelto un tono malinconico per descrivere la scelta degli inglesi di lasciare l’Unione Europea e dare vita alla Brexit.

«Tento di trovare la parola che descrive i nostri sentimenti»,

ha detto in apertura del forum annuale della BCE lunedì a Sintra, in Portogallo.

«Probabilmente la parola migliore è tristezza».

Draghi e gli altri responsabili di politica monetaria sono ora costretti a rimescolare le carte e definire nuove strade da percorrere tra il crollo dei mercati finanziari e l’aumento dell’incertezza politica. Insieme a Fed e BoE, le banche centrali più potenti al mondo si sono dette pronte a sostenere la stabilità finanziaria tramite nuova liquidità.

Draghi ha rifiutato di commentare più nel dettaglio il risultato del voto, dicendo nel suo breve intervento che «cerchiamo di mettere da parte le domande che abbiamo per i nostri amici britannici». Draghi ha un altro intervento pubblico in programma martedì mattina a Sintra alle ore 10:00 circa.

Il Forum BCE avrà luogo fino a mercoledì - anche se l’incontro finale con Draghi, il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney e il presidente della Federal Reserve Janet Yellen è stato annullato.

BCE, Fed e BoE e il post-Brexit

Cosa succede ora alla luce della decisione degli inglesi di lasciare l’Unione europea è la domanda che risuona nella testa degli investitori (e non) di tutto il mondo, ma attanaglia soprattutto i pensieri di Draghi, Yellen e Carney.

Le tre banche centrali più potenti al mondo, la BCE, la Fed e la BoE hanno il compito di frenare le turbolenze sui mercati finanziari. Ma la questione più spinosa riguarda i piani sul futuro dei relativi tassi di interesse.

Carney già prima del risultato della Brexit aveva avvertito il Paese della presenza di rischio recessione e gli economisti sembrano essere d’accordo.

«L’incertezza è il male per i mercati: un forte calo dei prezzi degli asset di rischio nel Regno Unito fa slittare gli investimenti, crea disagi al commercio e una perdita di fiducia nelle imprese e nei consumatori significa che l’economia del Regno Unito è probabile che entri in recessione tecnica nel giro di due anni»

ha dichiarato Erik Nielsen, capo economista globale di UniCredit, in una nota ai clienti.

Fed e il problema rialzo tassi, BCE verso aumento QE

La Fed è la prima a dover rivedere i suoi piani e a ritardare - ancora una volta - il prossimo rialzo dei tassi di interesse a settembre, dicembre o forse anche nel 2017. La BCE, invece, potrebbe dover intensificare i suoi acquisti di bond o ampliare il range di debito attualmente acquistabile.

I rapporti commerciali del Regno Unito con l’Europa tendono a passare all’interno di altri grandi paesi come la Germania, la Francia, l’Italia e la Spagna. E tutta l’Europa, ma in particolare la periferia, è a rischio contagio.

La ricaduta diretta sull’economia degli Stati Uniti potrebbe essere invece più limitata - le esportazioni degli Stati Uniti verso la Gran Bretagna costituiscono solo lo 0,7% del PIL.