S&P declassa il rating sul debito del Brasile a “spazzatura”, facendo tremare anche le società a Piazza Affari esposte nel paese sudamericano. Le cause del declino.
Il giudizio dell’agenzia di rating Standard and Poor’s (S&P) non lascia scampo all’economia emergente sudamericana: il giudizio sul Brasile è stato declassato, causando una battuta d’arresto delle maggiori società italiane quotate a Piazza Affari e molto esposte al Paese.
Il rating S&P’s classifica il Brasile con il giudizio “junk”, ovvero “spazzatura”, sulla scia del rallentamento della crescita economica del Paese, della debolezza costante dei prezzi delle materie prime e delle condizioni attuali della finanza pubblica, che stanno avendo influenze notevoli sulla valuta, il real brasiliano.
S&P ha declassato il rating del debito del Brasile BB+ con outlook negativo, il che significa che saranno possibili ulteriori declassamenti.
Il Brasile era riuscito ad evitare il rating spazzatura negli ultimi sette anni, grazie al boom economico. Ma il Paese di recente è caduto in recessione, e persistono preoccupazioni rilevanti per il futuro dell’economia, la valuta e, soprattutto, la leadership politica del Brasile.
Brasile, rating “spazzatura”: quali aziende italiane sono più esposte?
La notizia di questa notte ha risuonato tra i mercati, causando un’apertura in rosso a Piazza Affari e alle altre borse europee, con molte delle aziende più importanti in difficoltà a causa dell’esposizione all’investimento e al commercio proprio in Brasile.
A Piazza Affari, le società a tremare di più sono Telecom Italia, che opera in Brasile attraverso Tim Brasil, ma anche Prysmian, CNH, Tenaris e Campari.
Brasile: i motivi del rating spazzatura di S&P’s
Causando una previsione di perdita sul PIL 2015 di oltre il 2 per cento, le condizioni economiche del Brasile hanno portato il Paese dentro una profonda recessione, e le prospettive non sono migliori per l’anno a venire.
La compagnia petrolifera statale brasiliana, Petrobras, si trova nel bel mezzo di uno scandalo di corruzione legato a molti membri di partito politico del presidente Dilma Rousseff. Lo scandalo sul riciclaggio di denaro si estende su petrolio, affari e molti esponenti politici del paese.
Real brasiliano: continua il crollo
La valuta brasiliana, il real, è precipitata nel 2015, perdendo quasi il 30% del suo valore contro il dollaro. Nel breve termine, è un problema fondamentale per la crescita economica e per gli acquisti dei brasiliani di beni di prima necessità.
Il Brasile è in parte vittima del rallentamento economico della Cina; il paese, infatti, e legato significamente alle esportazioni in Cina da oltre decennio grazie al boom delle materie prime. Ma il rallentamento della Cina ha ridotto i prezzi delle materie prime.
Il paese potrebbe un altro duro colpo la prossima settimana, con la decisione sui tassi di interesse negli Stati Uniti - evento noto per causare non pochi problemi in paesi come il Brasile.
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