Borse europee, agosto il peggior mese dal 2011 su incertezza Cina e tassi Fed

Flavia Provenzani

31 Agosto 2015 - 16:15

Indici europei in corsa verso il peggior mese dal 2011; pesa la crisi della crescita in Cina e l’incertezza sul rialzo dei tassi della Federal Reserve. Dollaro sotto pressione.

Borse europee, agosto il peggior mese dal 2011 su incertezza Cina e tassi Fed

Borse europee in ribasso lunedì verso il mese peggiore in quattro anni, tra le forti preoccupazioni degli investitori circa il rallentamento della crescita in Cina e la tempistica incerta per l’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti.

Il calo dei prezzi sui mercati azionari in Europa e in Asia stanno mandando sotto pressione il dollaro, anche se i commenti del fine settimana da parte di alcuni membri della Federal Reserve stanno lasciando la porta aperta ad un rialzo dei tassi nel mese di settembre stanno mantenendo il biglietto verde ben al di sopra dei minimi di sette mesi della scorsa settimana.

I prezzi del petrolio sono di nuovo in discesa sulle prospettive del rialzo dei tassi Fed e sulla presa di profitto in seguito al rialzo del 10% della settimana appena passata.

Solo la scorsa settimana, dopo un forte calo del mercato azionario cinese che ha contagiato i mercati mondiali, un rialzo dei tassi negli Stati Uniti per la prima volta dal 2006 a settembre sembrava fuori discussione.

Tuttavia, il membro della Fed Stanley Fischer ha riferito in un discorso al simposio annuale di Jackson Hole che l’inflazione degli Stati Uniti è in probabile rimbalzo, il che permetterebbe già un rialzo graduale dei tassi di interesse.

L’indice FTSEurofirst index 300è sceso dello 0,2% lunedì e, anche se ha recuperato tutte le perdite della scorsa settimana, è in corsa per concludere per la peggior performance mensile da agosto 2011.

Il DAX tedesco ha perso lo 0,6% e il CAC francese lo 0,8%, anche questi sulla strada per registrare il record di perdite mensili maggiori in quattro anni.

«Le turbolenze sul mercato continueranno nel prossimo futuro. La Cina è il catalizzatore, ma il vero motivo del sell-off è il nervosismo per il primo rialzo dei tassi negli Stati Uniti,»

commenta l’economista senior alla KBC, Koen De Leus.

I titoli in Asia hanno chiuso la sessione di oggi in ribasso. L’indice principale MSCI delle azioni nell’area Asia-Pacifico escluso il Giappone è sceso dello 0,5%, per un record mensile negativo di tre anni. Il Nikkei ha chiuso cedendo l’1,3%, subendo i dati sull’industria giapponese più deboli del previsto.

In Cina i mercati azionari sono stati protagonisti di un’altra sessione volatile.
Lo Shanghai Composite ha perso lo 0.8%, per una perdita totale del 12.5% nel mese di agosto.

Il dollaro USA sta perdendo terreno sia contro l’euro che contro lo yen; gli investitori si stanno posizionando contro le valute con tassi di interesse bassi per poi comprare valute con tassi di interesse più elevati in una strategia nota come carry trade.