Borrelli: “Autocertificazione anche per chi esce a piedi”. Stretta in arrivo

Misure ancor più restrittive contro l’emergenza coronavirus: chiusi gli esercizi commerciali non necessari e spostamenti limitati. Borrelli ha annunciato che servirà l’autocertificazione anche per uscire a piedi a fare la spesa.

 Borrelli: “Autocertificazione anche per chi esce a piedi”. Stretta in arrivo

Governo e Autorità sanitarie hanno deciso di adottare misure ancor più severe e restrittive per frenare il contagio della COVID-19: chiusura totale di attività commerciali, di ristorazione, benessere e intrattenimento fino al 25 marzo 2020, salvo ulteriori proroghe. Supermercati, farmacie, banche, assicurazioni e negozi per l’igiene personale e per la casa restano aperti, con regolare approvvigionamento della merce. Queste le misure inserite nel DPCM 11 marzo 2020.

La chiusura totale, o quasi, delle attività commerciali, serve a limitare le uscite e gli spostamenti dei cittadini, che devono stare a casa il più possibile. Il divieto di uscire e spostarsi non è assoluto: motivi di lavoro, di salute e di necessità sono valide giustificazioni. In caso di controllo da parte delle Autorità di polizia, i cittadini devono motivare lo spostamento con autocertificazione, firmata in loco oppure stampata e compilata a casa. Adesso sembra che l’autocertificazione sarà necessaria anche per fare spostamenti di piccola entità, quindi andare a fare la spesa, portare a spasso il cane, andare alle Poste o in farmacia. Così ha dichiarato Angelo Borrelli nell’ultima conferenza stampa.

Coronavirus, anche chi esce a piedi deve avere l’autocertificazione

Dal 12 al 25 marzo 2020 è in vigore il nuovo decreto che prevede misure ancor più restrittive con lo scopo di limitare al massimo le uscite dei cittadini, dato che il numero dei contagiati non ha ancora avuto una battuta d’arresto. Molte le attività chiuse: bar, ristoranti, pub, estetista, parrucchieri e negozi di abbigliamento. Nella conferenza stampa dell’11 marzo, Angelo Borrelli, Capo della Protezione civile, ha precisato che da adesso anche chi esce a piedi a fare una passeggiata, recarsi al tabaccaio o portare a spasso il cane deve dichiarare alle autorità - in caso di controlli a campione e posti di blocco - i motivi dello spostamento tramite autocertificazione. Questa deve contenere nome e cognome del firmatario, motivo dello spostamento e firma autografa.

Le parole di Borrelli hanno immediatamente scatenato dubbi e perplessità e c’è chi, come Vittorio Sgarbi, ritiene che sia incostituzionale impedire alle persone di camminare all’aria aperta. Senza dubbio le misure del Governo hanno preso una piega più “severa”, ma questo non significa che sia impedito in assoluto di uscire di casa. Gli spostamenti sono consentiti per esigenze lavorative, di salute e necessità, e tra queste ultime rientrano anche fare la spesa, comprare farmaci, adempiere a commissioni ordinarie (come pagare le bollette), prelevare agli sportelli bancari, e così via. La novità rispetto a quanto previsto prima, è che adesso il cittadino dovrà motivare anche i piccoli spostamenti a piedi, mentre prima l’autocertificazione era richiesta solo per spostamenti rilevanti, con i mezzi pubblici o grandi distanze.

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