Book Calling #38: “Creative RESTAURANT BRANDING®” con Nicoletta Polliotto e Ilaria Legato (video e recensione)

Antonella Coppotelli

21/12/2021

21/12/2021 - 18:04

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Aprire un’attività ricettiva implica necessariamente un lavoro di fino sull’identità di marca da far emergere affinché l’esperienza del cliente resti memorabile e indelebile.

Per il settore ristorazione e attività ricettive il 2021 ha segnato una ripresa ma con percentuali ancora ben lontane dal 2019. Di certo a non far pareggiare ancora i conti è l’anno 2020 ma i segnali di miglioramento ci sono. Stando, infatti, alle stime dell’Osservatorio permanente Confimprese-EY, il settore ha registrato un +18% a settembre, complici numerosi fattori: le zone bianche estive, la possibilità di allargarsi anche in strada con buona pace dei parcheggi, specie nelle aree cittadine a più alta densità di popolazione, e per la maggior parte dell’Italia anche una situazione meteorologica che ha maggiormente permesso e invogliato a mangiare fuori.

Non è tutto: per noi italiani la sosta al ristorante rappresenta da sempre un momento conviviale e di socialità. Un regalo da concedersi quelle tot di volte al mese e che nel tempo ci ha reso sempre più esigenti e attenti non solo a quello che troviamo nel piatto ma anche all’intero contesto che ci ospita. La cucina nel suo complesso per noi rappresenta qualcosa di sacro e atavico, è uno delle massime espressioni della nostra nazione come paese e come tradizione familiare e da Nord a Sud passando per il Centro (Isole comprese) a tavola non si scherza. Accanto a questo c’è stata da qualche anno a questa parte una vera e propria riscoperta verso il cibo e abbiamo imparato a educare sempre di più i nostri palati verso il gusto. Ça va sans dire che siti web a tema food di portata nazionale e cooking show alla Masterchef o alla 4 Ristoranti hanno contribuito a renderci anche avventori più attenti e nella maggior parte dei casi ci hanno trasformato in veri e propri critici gastronomici.

Il cliente, dunque è cambiato e parallelamente anche l’approccio dei ristoratori. Si va a cena fuori per vivere una vera e propria esperienza sensoriale a 360° e per immergersi totalmente in quella che è la filosofia della struttura che ci ospita. Tutti i sensi sono allertati all’unisono e quello che poi ingeriamo è l’esplosione di gusto e di identità espresso dal lavoro dello chef, della brigata e della sala in un tripudio di percezioni sinestetiche.

Tutto questo e molto di più lo hanno ben descritto Nicoletta Polliotto e Ilaria Legato in Creative RESTAURANT BRANDING®, la loro ultima opera scritta a quattro mani ed edita da Hoepli. Mettere su un ristorante o una struttura ricettiva è lavoro serio che richiede visione, strategia, un solido business plan e tanta voglia di fare buona comunicazione.

Creative RESTAURANT BRANDING®

Il libro è dedicato agli addetti ai lavori ma è talmente ben scritto e fruibile da tutti che gli esercizi proposti dalle autrici per far emergere il “carattere”, l’identità di marca e il Fattore X di un locale si possono applicare anche ad altri settori. Il tutto condito da sfiziose testimonianze di importanti player del settore e con un focus molto interessante sulle neuroscienze che, a dirla tutta, dovrebbero guidare più di una strategia di marketing oggigiorno. L’obiettivo, in fondo, è molto semplice: riuscire a creare nell’ospite (splendida parola che conserva il duplice significato di chi accoglie e di chi lo è) un’esperienza straordinaria - come direbbe Seth Godin - unica e memorabile. Una sorta di viaggio di cui portare a casa il ricordo da far rivivere in qualsiasi momento.

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