Boeing pagherà una multa da $2,5 miliardi per il caso 737 Max

Pierandrea Ferrari

8 Gennaio 2021 - 11:11

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Il Governo statunitense ha deciso di multare Boeing, colosso dell’aviazione, dopo i due gravi incidenti che hanno coinvolto il modello 737 Max 8 dell’azienda: i dettagli.

Boeing pagherà una multa da $2,5 miliardi per il caso 737 Max

Boeing, azienda leader dell’industria aeronautica USA, è stata multata dal Dipartimento di giustizia statunitense per 2,5 miliardi di dollari.

L’azienda, secondo le autorità americane, avrebbe ingannato la Federal Aviation Administration (FAA) durante il processo di approvazione del nuovo modello 737 Max 8, poi coinvolto in due incidenti fatali - tra ottobre 2018 e marzo 2019 – a causa di un software difettoso.

La multa, che pone fine ad una inchiesta durata due anni, prevede una sanzione da 243 milioni di dollari, una compensazione per i clienti Boeing da 1,77 miliardi e anche un risarcimento alle famiglie delle 346 vittime stimato in 500 milioni: i dettagli.

Si chiude l’inchiesta sul 737 Max: multa da $2,5 miliardi per Boeing

Nell’ottobre del 2018 il volo Lion Air 610 precipitò in mare al largo delle coste di Giacarta, e – qualche mese dopo – dei piloti della Ethiopian Airlines persero il controllo del loro aereo a pochi minuti dal decollo da Addis Abeba: in tutto, 366 vittime, attribuibili – secondo l’inchiesta penale che ha seguito i due incidenti – ad un software difettoso del nuovo modello di Boeing, il 737 Max 8, la cui operatività è stata sospesa a partire dal 10 marzo del 2019.

Gli accertamenti della giustizia USA hanno rilevato negli ultimi due anni le responsabilità del produttore americano, che per ovviare rapidamente a dei problemi tecnici riscontrati sui motori del 737 Max 8 – e per non perdere i ricchi contratti già firmati con le compagnie aeree – decise di inserire frettolosamente un controverso software anti-stallo nel nuovo modello.

Un intervento correttivo - nascosto dall’azienda - sul quale gli inquirenti hanno indagato per mesi, rilevando la frode operata dai vertici di Boeing verso i regolatori statunitensi. In questi termini si è espresso l’avvocato texano, Erin Nealy Cox, esperto di controversie legali in ambito aereonautico:

“Le dichiarazioni ingannevoli, le mezze verità e le omissioni degli impiegati di Boeing hanno impedito alla FAA di assolvere al suo compito: garantire la sicurezza del comparto. Con questa decisione i regolatori hanno lanciato un messaggio: i produttori come Boeing saranno considerati responsabili nel caso in cui dovessero ingannare le autorità, soprattutto in una industria sensibile come quella del trasporto aereo civile”.

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