Black Friday commercianti, fare gli sconti è obbligatorio?

Il Black Friday è alle porte, ma i commercianti italiani sono obbligati ad applicare gli sconti? Questa è una tradizione americana e in Italia non sussiste alcun obbligo, quindi i commercianti sono liberi di scegliere se aderire oppure no. Facciamo chiarezza.

Black Friday commercianti, fare gli sconti è obbligatorio?

Febbre da Black Friday, manca poco agli attesissimi sconti invernali, eppure c’è ancora poca chiarezza: i commercianti sono obbligati oppure no ad applicare i saldi del «venerdì nero»?

Facciamo chiarezza sull’argomento. Questo evento nasce negli Stati Uniti e si festeggia il venerdì successivo alla festa del Ringraziamento che tradizionalmente dà inizio al periodo degli acquisti natalizi. Non è una tradizione italiana, tuttavia molti esercizi commerciali aderiscono all’iniziativa.

Bisogna precisare però che il nostro ordinamento sulle vendite straordinarie non prevede il Black Friday - anzi c’è il divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi - ma anche i negozi italiani si stanno adeguando alle nuove regole, per non essere schiacciati dalla concorrenza dei colossi dell’e-commerce.

Quindi non esiste un vero e proprio obbligo di aderire agli sconti del Black Friday, ma si tratta di una scelta rimessa alla discrezionalità dei singoli esercizi. Vediamo nel dettaglio quali sono regole che i commercianti devono seguire per non incorrere in multe e cosa aspettarsi il prossimo venerdì 29 novembre 2019.

Black Friday Italia: come funziona?

Anche in Italia il Black Friday si sta diffondendo: i negozi che partecipano all’evento sono sempre più numerosi e di tutti i tipi, dal vestiario alla tecnologia, con sconti che possono arrivare fino al 70%.

Tuttavia il Black Friday contrasta con la normativa vigente in merito ai saldi e alle vendite promozionali cosa che, negli anni passati, ha causato non pochi problemi ai negozianti. Infatti chi partecipava all’evento era sanzionato dal Comune con multe salate, anche fino a 1.000 euro, poiché la legge nazionale vieta di indire vendite promozionali 30 giorni prima dell’inizio dei saldi.

In Italia, solamente nel 2016 il Comune di Milano ha accolto favorevolmente le richieste dei commercianti e delle associazioni di categoria di partecipare al Black Friday senza subire multe e sanzioni. Alla base della richiesta c’era la necessità di difendersi dalla concorrenza di Internet dove le grandi catene offrono sconti e promozioni a prezzi spesso imbattibili, fenomeno che fa spostare lo shopping dalla strada al web.

Sulla scia della delibera del Comune di Milano, oggi i commercianti di tutta Italia possono scegliere discrezionalmente se partecipare o meno al Black Friday ed effettuare sconti sulla merce.

La vicenda del Comune di Milano ha reso evidente che la normativa il materia di saldi e vendite promozionali è obsoleta e non più rispondente alle esigenze del mercato.

Vediamo nel dettaglio cosa dice la legge italiana sull’argomento.

Saldi e promozioni: gli obblighi dei commercianti

Nel nostro Paese la disciplina dei saldi e delle vendite promozionali in vigore è contenuta nella legge n. 144 del 1998 che ne indica le modalità di svolgimento, la pubblicità, il periodo e la durata. Le vendite straordinarie sono articolate nel seguente modo:

  • le vendite promozionali riguardano prodotti stagionali e di moda e non possono essere effettuate nel periodo dei saldi e nei trenta giorni antecedenti. Invece non sono soggette a queste limitazioni le vendite promozionali dei prodotti alimentari, dei prodotti per l’igiene della persona e per l’igiene della casa;
  • le liquidazioni sono effettuate dall’esercente al fine di esaurire tutte le merci a seguito di cessazione dell’attività, cessione d’azienda, trasferimento dell’azienda in altro locale, o rinnovo dei locali. Ricordiamo che per svolgere la vendita di liquidazione occorre presentare la comunicazione al Comune almeno 15 giorni prima della data di inizio;
  • le vendite di fine stagione - note come «saldi»- sono effettuate per vendere prodotti non alimentari di carattere stagionale o articoli di moda durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo. In genere si tratta di prodotti che, se non sono venduti entro un certo periodo, sono comunque soggetti a un notevole deprezzamento. Per svolgere la vendita di fine stagione non occorre presentare alcuna comunicazione.
  • il sottocosto è una vendita a prezzi inferiori a quelli delle fatture d’acquisto, e non può essere fatta più di 3 volte all’anno. Il sottocosto deve essere segnalato al Comune di appartenenza e non può riguardare più di 50 articoli presenti all’interno del punto vendita. La durata non deve superare i 10 giorni.

Inizialmente il legislatore poneva delle limitazioni alle vendite promozionali che sono state eliminate con la legge n. 248 del 2006, in attuazione del decreto Bersani che ha introdotto nuove regole per tutelare la concorrenza nel settore commerciale.

La novità più rilevante per i commercianti è stata la rimozione delle limitazioni sulle vendite promozionali: queste possono essere svolte durante tutto l’anno e senza autorizzazione da parte del Comune o limitazioni temporali, fatto salvo il divieto di indirli nei 30 giorni prima dell’inizio dei saldi stagionali.

Inoltre stabilisce che solo l’avvio delle vendite di liquidazione e delle vendite sottocosto deve essere segnalato al Comune mentre le vendite di fine stagione e le vendite promozionali sono libere da adempimenti burocratici. Restano i vincoli temporali per le vendite di fine stagione, visto che i cosiddetti “saldi”, possono effettuarsi solo in due periodi dell’anno:

  • dal primo sabato di luglio al 31 agosto;
  • dal primo sabato di gennaio al 28 febbraio.

Nonostante l’intervento normativo del 2006, molti commercianti ritengono che la disciplina delle vendite straordinarie sia ancora obsoleta e che anche i saldi stagionali andrebbero liberalizzati per permettere ad ogni attività di valutare qual’è il momento più opportuno per fare gli sconti.

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