Bitcoin a quota $250.000 entro 5 anni? La previsione

Pierandrea Ferrari

10 Maggio 2021 - 10:47

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Il Bitcoin continua a scambiare sotto i 60.000 dollari, ma secondo Mark Yusko di Morgan Creek il futuro è roseo: entro 5 anni la prima divisa digitale per capitalizzazione di mercato arriverà a toccare una quotazione di 250.000 dollari. Ecco perché.

Bitcoin a quota $250.000 entro 5 anni? La previsione

Da poco meno di un mese il Bitcoin si ritrova a scambiare sotto la soglia dei 60.000 dollari, alternando rovinose cadute - come quelle di inizio mese - a nuove, brevi fiammate. Eppure, secondo Mark Yusko di Morgan Creek, la prima divisa digitale per capitalizzazione di mercato è destinata a riprendere le fila della sua formidabile bull run, fino a rompere la quota (monstre) di 250.000 dollari entro i prossimi 5 anni.

Bitcoin a $250.000 entro 5 anni?

Le considerazioni alla base della previsione, in fondo, sono semplici: per Yusko, che di Morgan Creek è fondatore e Chief Investment Officer, il Bitcoin non è solo un token di valore, ma soprattutto un network che cresce in misura esponenziale.

Quello del BTC è stato infatti il network più veloce a raggiungere i 1.000 miliardi di dollari di market cap - al momento della scrittura è oltre la soglia dei 1.100 - staccando le regine della Silicon Valley, note con la sigla FAANG, che hanno tagliato il traguardo in un lasso di tempo compreso tra i 15 e i 20 anni.

Ma su cosa si basa, esattamente, lo scenario che vede il Bitcoin a quota 250.000 dollari nel prossimo lustro? Yusko, nei suoi calcoli, mette in relazione la crypto all’oro: essendo la prima equivalente al secondo (una sorta di oro digitale), e visto che quest’ultimo ha un valore monetario di 4.000 miliardi di dollari, il BTC dovrebbe arrivare perlomeno ad affiancarlo su quelle quote, il che si tradurrebbe in un valore pari ad un quarto di milione di dollari per token.

Il Bitcoin è diverso dalle altre criptovalute

Certo, il Bitcoin - pur essendo per distacco la prima moneta digitale per valore di mercato - non è il solo sceriffo in città. Nell’ultimo anno, da Ethereum a Litecoin fino all’imprevedibile Dogecoin, sono state diverse le crypto in grado di catturare l’interesse degli investitori retail (ed istituzionali).

Tuttavia, usando una metafora internettiana, Yusko ribadisce la centralità del BTC: la crypto di Nakamoto sarebbe di fatto la rete che permette ai computer di collegarsi tra loro, mentre network come Ethereum una sorta di motore di ricerca che sfrutta la struttura messa a punto dal Bitcoin.

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