Bankitalia: 1 italiano su 4 a rischio povertà

Bankitalia presenta i dati 2016 sui bilanci delle famiglie italiane: aumenta il reddito ma anche la quota di persone a rischio povertà.

Bankitalia: 1 italiano su 4 a rischio povertà

L’Eurostat ci aveva avvisati: l’economia italiana sta migliorando, aumenta la ricchezza delle famiglie ma stanno dilatandosi anche le disuguaglianze con un incremento di persone a rischio povertà.

Non cambia lo scenario descritto da Bankitalia nell’indagine 2016 sui bilanci delle famiglie italiane - conclusa lo scorso ottobre su oltre 7.000 nuclei familiari - che pone l’accento sia sulla crescita del reddito medio che sulla preoccupante quota di individui che vivono in condizioni di indigenza.

Aumenta il reddito degli italiani

Gli analisti di Bankitalia offrono un quadro positivo sul fronte della situazione economica delle famiglie italiane, che lentamente stanno uscendo dalla crisi.
Se da una parte resta costante, rispetto alla precedente analisi, il reddito annuo familiare (pari a 30.700 euro, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali), dall’altra

“Il reddito equivalente medio - a prezzi costanti e corretto per confrontare tra loro nuclei familiari di diversa composizione - è cresciuto del 3,5%”

si legge in una nota di Via Nazionale.

Una notizia positiva che mostra come si sia “interrotta la caduta, pressoché continua, avviatasi nel 2006” sebbene i dati non siano ancora sufficienti per stare tranquilli perché

“il reddito equivalente è ancora inferiore di 11 punti percentuali a quello registrato in quell’anno”.

La ricchezza degli italiani è concentrata soprattutto negli immobili di proprietà mentre aumenta la quota di famiglie che detengono attività finanziarie.

Sul fronte dell’indebitamento, invece, resta invariata la situazione degli italiani che hanno contratto un mutuo mentre diminuisce il debito al consumo. In particolare, quasi una famiglia su 3 in Italia paga le rate del mutuo immobiliare e per l’11% di queste, la cifra da versare supera del 30% il proprio reddito.

Aumentano le persone a rischio povertà

La fotografia scattata da Bankitalia però mostra luci e ombre perché, ad esempio,

“la crescita del reddito equivalente reale non è stata uniforme tra gruppi socio-demografici”

e ciò significa che la situazione migliora per i lavoratori dipendenti mentre peggiora per i liberi professionisti e lavoratori autonomi.

Il dato più allarmante che l’analisi di Via Nazionale ci consegna riguarda l’aumento delle persone a rischio povertà (il cui reddito medio equivalente è inferiore del 60% rispetto al reddito mediano), che continua ad aumentare passando dal 19,6% del 2006 al picco record del 23% nel 2016.

In particolare, si rileva una pericolosa salita del cosiddetto indice Gini che misura la disuguaglianza: nel 2006 era al 32%, nel 2014 al 33% e nel 2016 è aumentato ancora raggiungendo il 33,5%.

La quota di persone a rischio povertà è aumentata soprattutto nelle regioni del Nord passando dall’8,3% del periodo pre-crisi al 15% nel 2016 ma è in salita, sebbene in misura minore, anche al Centro dal 9,7% al 12,3%. Pressoché invariato ma piuttosto elevato il dato registrato nelle regioni meridionali dove la percentuale delle persone a rischio povertà resta intorno al 39%.

Le disuguaglianze, in Italia, si registrano anche nella distribuzione della ricchezza nazionale: l’1% è detenuto dal 30% delle famiglie meno abbienti mentre il 30% di quelle più ricche ne detiene il 75%.

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