Banco Popolare, Carige e UBI in rosso: ecco le novità sul fronte Npl

Antonio Atte

08/08/2016

08/08/2016 - 09:21

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Banco Popolare, Carige e UBI chiudono il primo semestre 2016 con un passivo pesante: ecco le novità sul fronte della gestione dei crediti deteriorati.

Banco Popolare, Carige e UBI Banca si confermano solide dal punto di vista patrimoniale ma chiudono i primi sei mesi dell’anno con un passivo notevole. Banco Poplare ha riportato una perdita di 380 milioni di euro: è l’effetto della “cura” imposta dalla Banca Centrale Europea in vista della fusione con Bpm, che sarà effettiva a partire dal primo gennaio 2017.

A fronte dei 293 milioni di utili conseguiti nel 2015, il Banco Popolare va in profondo rosso a causa delle pesanti rettifiche sui crediti per 980 milioni. Dopo l’aumento di capitale di giugno, l’istituto ha visto il suo CET1 ratio salire al 14,1% (a marzo era pari al 12,5%).

Per la fine dell’anno, alla luce delle richieste di Francoforte prima del matrimonio con la Poplare di Milano, gli analisti stimano perdite ancora più pesanti per il Banco (613 milioni di euro). L’ad del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, ha commentato così i risultati della semestrale:

“Ci saranno ulteriori rettifiche. Abbiamo preso l’impegno di portare la copertura sui crediti in sofferenza al 62% e lo rispetteremo. Potevamo sposarci anche senza dote, ma abbiamo fatto l’aumento. Ora non c’è possibilità che vengano modificate le richieste fatte, che rispetteremo al 100% prima della fusione”.

Banco Popolare: gli altri dati della semestrale

Dopo i 227 milioni di giugno, il Banco Popolare procederà con altre vendite di crediti deteriorati per un ammontare di 700-800 milioni. Stando sempre ai dati dell’ultimo semestre, deludono i risultati operativi rispetto a un anno fa: il margine d’interesse cala del 12% a 691 milioni; analoga flessione per quanto riguarda il margine finanziario (-11%), che si attesta a 754 milioni.

Male anche il risultato della gestione operativa (-43% a 423 milioni), le commissioni nette (-17% a 639 milioni) e i proventi operativi (-15% a 1,5 miliardi). Migliorano però le erogazioni di nuovo credito compiute nei primi sei mesi dell’anno: 5 miliardi, +3,4% rispetto all’anno scorso.

Carige e UBI Banca: passivo di 206 e 787 milioni

La semestrale di Carige segna una perdita di 206 milioni in seguito alle rettifiche sui crediti per 344,5 milioni. Rimane stabile al 12,2% il CET1 ratio del gruppo genovese, in linea con i dati di dicembre. L’ad di Carige, Guido Bastianini, ha annunciato delle novità sul fronte della gestione dei crediti incagliati, spiegando che nel 2016 e nel 2017 saranno cedute due tranche da 900 milioni a testa.

Per quanto riguarda UBI Banca, il passivo ammonta a 787 milioni rispetto all’utile di 124,4 milioni dell’analogo periodo dell’esercizio 2015, mentre il CET1 ratio è calato dal 12,07% di fine marzo all’attuale 11,43%.

La decisione dell’istituto guidato da Victor Massiah di spesare al 95% nel secondo trimestre gli impatti previsti per l’attuazione del piano industriale (legati soprattutto all’incremento delle rettifiche sui crediti) ha prodotto un effetto negativo di circa 835 milioni. Al netto di questo effetto - specifica la banca - i primi sei mesi dell’anno si sarebbero chiusi con un utile pari a 48,1 milioni di euro.

Secondo l’amministratore delegato Massiah, il bilancio negativo

“non deve far paura tant’è che abbiamo annunciato un’ipotesi di dividendo pari se non addirittura migliore in confronto a quella dell’anno scorso”.

Banco Popolare, Carige e UBI positive a Piazza Affari

Intanto a Piazza Affari i titoli delle tre banche si portano in territorio positivo. Banco Popolare guadagna oltre due punti percentuali e mezzo. UBI Banca, invece, segna +0,5%. Bene anche le azioni Carige: +2,20%.

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