Bpm: cresce l’utile netto nel primo semestre, così come il livello di copertura dei crediti deteriorati. Bene gli stress test. Fusione col Banco Popolare dal primo gennaio 2017.
La fusione tra Bpm e il Banco Popolare sarà efficace dal primo gennaio 2017. E’ quanto annunciato ieri dall’amministratore delegato della Popolare di Milano, Giuseppe Castagna, commentando il bilancio semestrale dell’istituto, che ha visto il suo utile netto salire a 158 milioni di euro (+2,6% dal primo semestre 2015).
Molto positiva la performance nel secondo trimestre, con un utile netto che si attesta a 109,8 milioni (+61,5 milioni rispetto al trimestre precedente). Risultato di gran lunga superiore alle stime degli analisti, i quali avevano ipotizzato per Bpm un utile netto tra 75 e 82 milioni nel secondo trimestre.
Intanto a Piazza Affari il titolo Bpm guadagna l’1,60%, attestandosi a 0,38 euro per azione.
Bpm: ecco i dati della semestrale
I buoni risultati conseguiti nei primi sei mesi dell’anno, spiega il gruppo milanese, sono dovuti a tre fattori:
- buona tenuta del margine d’interesse, il quale “si posiziona a € 403,1 milioni rispetto a € 402,9 milioni del primo semestre 2015”;
- risultato netto dell’attività finanziaria che sfiora i 100 milioni di euro;
- minor costo del credito (90 punti base contro i 101 punti base del primo semestre 2015).
In relazione al secondo trimestre dell’anno, Bpm rileva:
- un incremento delle commissioni nette pari allo 0,5%;
- un risultato netto dell’attività finanziaria pari a 86,1 milioni;
- un contenimento dei costi operativi, -2,8%.
Nell’ambito del primo semestre 2016 gli oneri operativi di Bpm salgono a 497,6 milioni di euro (+3,4% rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente): crescita “in buona parte spiegata dall’aumento del costo del personale”, che si attestano a 315 milioni di euro.
Semestrale Bpm: migliora la qualità del credito
Nonostante le incertezze legate al contesto macroeconomico e alle difficoltà del comparto bancario, migliora la qualità del credito per Bpm.
Rispetto allo scorso anno, si riducono i crediti deteriorati netti (-1,8%), in progressiva flessione da tre trimestri. Cresce inoltre il livello di copertura delle sofferenze, che si porta al 40,5%: +90 punti base da inizio anno e +120 punti base rispetto a giugno 2015.
Semestrale Bpm: aumenta il CET1 ratio
Indicazioni positive arrivano anche per quanto riguarda la solidità patrimoniale del gruppo milanese. Al 30 giugno 2016 Bpm presenta infatti un CET1 ratio pari all’11,73% contro l’11,64% del primo trimestre dell’anno (CET1 ratio fully loaded del 12,17%): livello ampiamente superiore alla soglia SREP fissata al 9%.
Bpm promossa agli stress test
A proposito dei risultati degli ultimi stress test BCE, l’ad Castagna ha spiegato che per Bpm i risultati sono stati “molto confortanti” anche in caso di scenario avverso. La pagella stilate dall’EBA conferma dunque “che siamo in grado di generare patrimonio anche nell’ipotesi stand alone e considerando un payout del 40%”.
Castagna ha inoltre confermato il piano di cessione di 8 miliardi di Npl lordi al 2018, nell’ambito della fusione col Banco Popolare. Aggregazione che, secondo l’ad, genererebbe “il buffer più elevato del settore”.