Banche italiane in difficoltà, non solo Mps: ecco tutti i fronti caldi

Antonio Atte

5 Gennaio 2017 - 12:57

Banche italiane in difficoltà: il punto della situazione su tutti i fronti caldi, da Mps a Unicredit, dalle due venete a Carige, passando per le good bank.

Banche italiane in difficoltà, non solo Mps: ecco tutti i fronti caldi

Banche italiane in difficoltà: ecco tutti i fronti caldi - Dopo un anno disastroso, il comparto bancario italiano prova a rilanciarsi in un 2017 ricco di appuntamenti decisivi per il futuro degli istituti di credito del Belpaese. A fine dicembre sono naufragate le speranze di mettere in salvo Mps con capitali privati.

Il governo è sceso in campo con un decreto per la ricapitalizzazione precauzionale di Mps e di altre banche in difficoltà. Nel caso del Monte dei Paschi, degli 8,8 miliardi chiesti dalla BCE, lo Stato - e quindi i contribuenti italiani - dovrà sborsarne 6,6.

Entro fine gennaio Mps dovrà mettere a punto un nuovo piano industriale da presentare alla UE, la quale, dopo un confronto con i vertici del Tesoro e della banca, dovrà decidere se il business plan rispetta o meno le norme in materia di aiuti di Stato.

Banche italiane in difficoltà: Unicredit si prepara al maxi aumento

A febbraio i riflettori saranno puntati su un’altra big del sistema bancario italiano: Unicredit. L’istituto di Piazza Aulenti - che ha recentemente varato il nuovo piano industriale al 2019 - è chiamato a varare un aumento di capitale da 13 miliardi di euro, il più grande che si sia mai visto in Italia.

L’operazione partirà a febbraio. Sono 19 le banche internazionali che compongono il consorzio di garanzia per l’aumento. Gli istituti che fanno parte del pool - coordinato da Bofa Merrill Lynch, Jp Morgan e Mediobanca - hanno firmato un pre-accordo per acquistare le azioni che non saranno eventualmente sottoscritte dagli investitori.

L’ad Jean Pierre Mustier ostenta tranquillità e si aspetta che i soci storici facciano la loro parte. Per quanto riguarda le Fondazioni, Cariverona - che detiene il 2,73% del capitale della banca - ha smentito i rumor che parlavano di una sua adesione pro-quota all’aumento di capitale.

Banche italiane in difficoltà: Veneto Banca e Pop. Vicenza

La situazione delle due ex popolari venete (BpVi e Veneto Banca) continua a essere in bilico. Poco prima di Natale il fondo Atlante - azionista quasi unico dei due istituti del Nord Est - ha stanziato 628 milioni di euro per Montebelluna e altri 310 per la Popolare di Vicenza in vista di una prossima ricapitalizzazione.

Il nuovo amministratore delegato di BpVi, Fabrizio Viola, è entrato anche nel cda di Veneto Banca con l’obiettivo di guidare il processo di integrazione tra le due banche. Resta aperta, inoltre, la questione dei rimborsi da destinare agli ex azionisti privati.

Banche italiane in difficoltà: il fronte good bank

UBI Banca sta per ultimare l’acquisto di tre delle quattro banche salvate nel novembre del 2015: si tratta delle good bank che hanno preso il posto di Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti.

L’istituto guidato da Victor Massiah ha posto alcune condizioni per rilevare le tre banche: deconsolidamento dei crediti deteriorati; riconoscimento del badwill; utilizzo dei propri modelli interni per gli Rwa delle good bank.

L’affare dovrebbe in porto nel giro di poche settimane. Resta esclusa dall’operazione la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara, la quale potrebbe finire nelle mani di Bper dopo essere stata acquistata dal Fondo Interbancario.

Banche italiane in difficoltà: il capitolo Carige

Carige ha chiesto alla BCE più tempo per mettere a punto un piano strategico per ridurre i crediti deteriorati. L’Eurotower ha accontentato l’istituto ligure, spostando la deadline al 28 febbraio.

Carige dovrà cedere cedere uno stock da 1,8 miliardi di crediti deteriorati, ricorrendo anche al meccanismo di garanzia statale (GACS) messo a disposizione dal Tesoro.