Banche Italia: maggio potrebbe esser peggior mese dopo Brexit

Il sell-off che ha colpito il settore bancario di Piazza Affari fra venerdì scorso e oggi non è assolutamente da sottovalutare. Ecco spiegato perchè

Banche Italia: maggio potrebbe esser peggior mese dopo Brexit

Il sell-off che ha colpito il settore bancario di Piazza Affari fra venerdì scorso e oggi non è assolutamente da sottovalutare. Il violento rialzo dei rendimenti sul BTP a dieci anni (ma non solo) ha risvegliato tutte le fragilità intrinseche al sistema creditizio italiano, facendo sì che i fari degli investitori internazionali siano un’altra volta puntati sulle nostre banche.

Cosa succede?


Grafico giornaliero dell’indice FTSE Mib; fonte: Bloomberg.

Oggi l’indice FTSE Mib ha lasciato sul terreno almeno due figure, andando a chiudere sui minimi dal 28 marzo scorso. Ancora peggio ha fatto però l’indice FTSE Italia All-Share Banks, che ha chiuso con un pesante -3,67% con diversi titoli che questa mattina sono ripetutamente finiti in asta di volatilità a causa del persistere delle vendite.

FTSE Italia All-Share Banks: il quadro tecnico fa paura

Ad incutere timore presso gli investitori è essenzialmente il grafico dell’indice FTSE Italia All-Share Banks. Le quotazioni del paniere sono infatti finite sotto la pressione dei venditori e in meno di dieci sedute sono scivolate da quota 12.500 punti ai minimi intraday segnati oggi a 10.016,8496 punti.

A pochi giorni dalla fine maggio (mancano solamente tre sedute) l’indice del settore bancario del Belpaese rischia di chiudere il peggior mese dal 30 giugno 2016, ovvero il mese nel quale si è verificato la Brexit. Se la candela del mese di maggio dovesse chiudersi su questi livelli, o inferiori, verrebbe disegnata una barra outside rispetto ad aprile che potrebbe anticipare una vera e propria inversione del trend principale.

A suffragare questa ipotesi, sul grafico giornaliero possiamo notare che l’indice FTSE Italia All-Share Banks ha fornito segnali di deterioramento della struttura tecnica già la scorsa settimana: principalmente con la rottura della trendline tracciata con i minimi di giugno e novembre 2016 e poi della media mobile a 200 periodi.

La spada di Damocle che pende sugli istituti di credito nostrani si chiama Spread. Attenzione dunque a repentini balzi di volatilità sul mercato dei titoli di Stato che porterebbero ancora vendite sulle banche italiane e dunque sul principale indice di Piazza Affari.

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