BNS, FRANCO SVIZZERO - Non c’è pace per i traders. Dopo il lungo weekend (Lunedì gli USA erano in festa per il Labour day) la Banca Nazionale Svizzera (BNS) sciocca i mercati (e gli operatori di borsa) annunciando l’ancoraggio del franco all’euro, a 1,2000.
Hildebrand, presidente di BNS, ha sostenuto a gran voce che la banca centrale è pronta a comprare «quantità illimitate» di valuta estera per contenere l’apprezzamento del franco, e scongiurare una enorme sopravvalutazione. Questo, in sostanza, significa che la BNS è disposta a tutto pur evitare che EUR / CHF scenda al di sotto della soglia di 1,2000. Quando si dice essere convinti!
Il recente apprezzamento del franco svizzero derivava, per la maggior parte, dalla sua reputazione di porto sicuro. La sua ascesa ha procurato ai membri della BNS un gran mal di testa, poichè un franco pericolosamente elevato e costoso minaccia non solo le esportazioni della Svizzera, ma anche la sua industria del turismo.
Le esportazioni svizzere, dagli orologi ai cioccolatini, sono diventate relativamente più care rispetto ai prodotti omologhi da quando il franco svizzero è cresciuto. Questo perché coloro che vogliono comprarli hanno bisogno di maggiore moneta nazionale in cambio del franco.
Dopo il taglio dei tassi di interesse e l’iniezione di liquidità nelle banche, la BNS ha sfoderato dunque la sua audace mossa. Con un ancoraggio della valuta all’ euro, le autorità svizzere sperano di stabilizzare in qualche modo l’industria dell’esportazione come pure tutta l’economia in generale. Ma dopo che il polverone sollevatosi a seguito dell’annuncio, si è placato, in molti si sono dichiarati scettici se la strategia della BNS fosse veramente una buona idea.
SCETTICI - Come se prendere in considerazione gli squilibri nell’economia nazionale e globale non fosse sufficiente, i banchieri centrali svizzeri dovranno ora tenere sotto stretto controllo anche le decisioni della BCE. Gli analisti sono preoccupati che se così non fosse, l’economia svizzera non potrà essere in grado di reagire prontamente nel caso in cui la BCE iniziasse a tagliare i tassi d’interesse o ad alzare i prezzi. E poi c’è anche la minaccia di inflazione.
Certo, il più recente dato annuale del CPI ha mostrato che i prezzi al consumo sono saliti solo dello 0,2% nel mese di agosto dopo essere cresciuti dello 0,5% nel mese di luglio. Tuttavia, potremmo vedere una ripetizione di ciò che è accaduto alla fine del 1981 quando l’inflazione in Svizzera si impennò al 7% dopo che la BNS aveva fissato un massimale del franco nei confronti del marco tedesco, dettato alla crisi petrolifera.
FAVOREVOLI - D’altra parte, alcuni sostengono che la BNS abbia fatto la mossa giusta. La Svizzera potrebbe benissimo finire come la Cina e vedere aumentare le esportazioni con una valuta più conveniente. Tuttavia, nemmeno per la Cina è tutto rose e fiori. Ricordiamo che il paese è ora di fronte ai rischi di una bolla immobiliare e l’inflazione è elevata, come conseguenze di una moneta sottovalutata.
E ’anche degno di nota sottolineare che muovendosi da sola, la BNS può trovare nel mercato valutario una inespugnabile forza, da non sottovalutare. Può essere solo una questione di tempo fino a quando la questione del debito sovrano in Europa e il rallentamento della crescita economica negli USA costringeranno gli investitori degli Stati Uniti a mettersi di nuovo al riparo, trovando sicurezza, ancora, nel franco-rifugio.
Detto ciò, la BNS potrebbe essere stata un po’ troppo audace nella mossa di ancoraggio del franco all’euro. Pensate che la BNS avrebbe fatto meglio a starsene seduta in disparte, o siete d’accordo con la sua decisione?
Tradotto da Nadia Fusar Poli per forexinfo.it
Fonte: babypips.com