BCE: giovedì occhi puntati sulle aste Tltro. Ecco in cosa consiste il «bazooka» di Draghi

Giovedì scopriremo l’ammontare delle richieste di denaro delle banche europee per le Tltro. Ecco come funzionano le nuove aste di rifinanziamento messe in campo dalla Bce.

Giovedì 18 settembre tutti gli occhi saranno puntati sulla Bce di Mario Draghi. Quel giorno infatti sapremo l’ammontare delle prime richieste di denaro da parte delle banche dei Paesi dell’Eurozona. Grazie alle aste Tltro, Targeted Long Term Refinancing Operation, la Bce potrebbe elargire fino a 400 miliardi di euro tra l’operazione fissata per il prossimo giovedì e la successiva, prevista per il mese di dicembre. L’utilizzo delle Tltro ha come obiettivo la riattivazione del credito soprattutto con famiglie e imprese come destinatari.

Tltro
La silga Tltro, sta per Targeted Long Term Refinancing Operation, ovvero piano di rifinanziamento a lungo termine. Si tratta di un intervento pensato da Mario Draghi per arginare il blocco del credito concesso dalle banche nei vari Paesi europei.

In termine più tecnici, si tratta di operazioni di rifinanziamento a lungo termine per le banche: in asta viene erogata liquidità dalla Bce in cambio di collaterale come garanzia, spesso sotto forma di titoli di Stato.

La Bce ha già utilizzato questo strumento senza tuttavia riuscire ad ottenere l’effetto sperato. La banca centrale europea ha offerto due maxi tranche per oltre 1000 miliardi di euro tra dicembre 2011 e febbraio 2012. La maggior parte dei fondi arrivati nelle casse della banche italiane però è stata utilizzata per rifinanziare obbligazioni in scadenza o acquistare titoli di stato conseguendo così discreti guadagni, ma ben poco è arrivato nelle tasche delle imprese italiane.

Rifinanziamento mirato
Per ovviare a questo problema è stata aggiunta una T alla sigla: non più soltanto Long Term Refinancing Operation, ma anche Targeted, ovvero «mirato». Il piano di rifinanziamento è ora mirato verso famiglie e imprese che devono essere i destinatari dei soldi elargiti della Bce. A differenza della Ltro di tre anni fa, le prossime operazioni di rifinanziamento sono vincolate alla concessione alla clientela: le banche dovranno utilizzare i soldi per erogare prestiti a famiglie e imprese. Se le banche non incrementeranno l’erogazione di prestiti il denaro ricevuto a tassi super agevolati dalla Bce, dovrà essere restituito entro due anni.

La supervisione della Bce sulla destinazione dei soldi erogati può far bene sperare su un impatto positivo delle Tltro sull’economia reale. Anche se, inevitabilmente, i soldi incassati dalle banche serviranno anche per rimpiazzare altri finanziamenti.

Possibili richieste
Giovedì Draghi annuncerà l’ammontare delle richieste di soldi arrivate dalle banche europee: l’ammontare che ogni banca europea può richiedere è pari al 7% della sua esposizione al settore non finanziario. Sulla base di questi paletti si è stimato che le banche europee potrebbero chiedere alla Bce fino a 400 miliardi di euro nelle due operazioni fissate per il 2014 e in quelle successive del 2015 e 2016.

Ma non è detto che le banche vogliano sfruttare tutte le risorse messe a loro disposizione. E’ probabile che le banche dei Paesi più in difficoltà sfruttino appieno il Tltro, ma la previsione non vale per le banche dei paesi più solidi. L’Italia, secondo i vincoli della Bce, potrebbe chiedere 75 miliardi nelle prime due aste, quelle del 2014. E gli analisti scommettono sul fatto che le banche italiane siano già pronte a prenotare questa somma quasi per intero.

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