I punti salienti della conferenza stampa di Mario Draghi: prospettive su inflazione e quantitative easing. Default della Grecia? «Non voglio nemmeno prenderlo in considerazione»
Una conferenza stampa con «sorpresa» quella di oggi. Pochi minuti dopo l’inizio del discorso di Draghi infatti, il presidente della BCE è stato aggredito da una manifestante di Blockupy che gli ha lanciato dei coriandoli e chiesto di «fermare la dittatura della Bce»
La conferenza è ripresa dopo pochi minuti di interruzione e il Governatore ha continuato a parlare della politica monetaria dell’Eurozona come se nulla fosse accaduto.
Entrando nel merito del discorso, nessun colpo di scena. La Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare invariato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%. Il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi bancari rimangono dunque rispettivamente allo 0,30% e -0,20%.
Inflazione
«La ripresa nell’Eurozona sta accelerando, come mostrano gli indicatori più recenti, e i rischi sono diventati più bilanciati».
Per quanto riguarda i prezzi al consumo, Mario Draghi prevede un «sostenuto aumento dell’inflazione.»
Le «misure di politica monetaria», adottate negli ultimi mesi dalla BCE «aiuteranno l’inflazione a salire vicino ma al di sotto del 2%».
Il Presidente ha inoltre sottolineato:
«Sulla base delle informazioni disponibili e dei futuri prezzi del petrolio, l’inflazione resterà molto bassa o ancora negativa nei prossimi mesi, aiutata dal favorevole impatto della politica monetaria sulla domanda aggregata, dall’indebolimento dell’euro e dall’aumento preventivato dei prezzi del petrolio nei prossimi anni.
I tassi di inflazione sono previsti invece in rialzo alla fine del 2015 e ulteriormente in aumento nel 2016 e 2017».
Quantitative Easing
Per quanto riguarda il Quantitative Easing, il numero Uno dell’Eurotower ha affermato:
«Guardando avanti dobbiamo focalizzarci su una piena implementazione della nostra politica monetaria»
Tradotto, la Bce si impegnerà ad implementare il Quantitative Easing:
«Attraverso queste misure contribuiremo a un ulteriore miglioramento dello scenario economico, a una riduzione della stagnazione economica e a una ripresa della domanda di credito».
Draghi ha inoltre placato i dubbi sulla possibilità di un’uscita anticipata dovuta a una carenza di bond da acquistare a causa del crollo dei rendimenti:
«Francamente sono sorpreso dall’attenzione che riceve una possibile uscita anticipata dal programma di acquisto dei bond a solo un mese dal suo inizio. E’ come interrogarsi sulla fine di una maratona dopo aver corso per solo un chilometro. Per il Qe non esiste un problema di scarsità titoli da acquistare»
Riforme
Il quantitative easing sarà utile per rinforzare la «ripresa ciclica» dell’Eurozona, ma deve essere accompagnato dall’impegno dei Governi dei Paesi dell’Eurozona. Ancora una volta Mario Draghi ha ribadito la necessità di riforme strutturali:
«Per raccogliere appieno i frutti della ripresa tutte le aree della politica devono dare il loro contributo»
Il Governatore ha parlato del bisogno di apportare dei cambiamenti al mercato del lavoro e varare dei provvedimenti volti a stimolare la crescita e a «guadagnare ritmo». Parallelamente però, deve proseguire il monitoraggio sui conti pubblici con politiche fiscali che «rispettino appieno» il Patto di Stabilità e la crescita, un fattore chiave per la fiducia.
Le politiche fiscali devono «supportare la ripresa economica, pur rimanendo all’interno del Patto di stabilità e crescita».
Grecia
Rispondendo a una domanda sulla Grecia il numero uno della BCE ha affermato di non voler «nemmeno prendere in considerazione» la possibilità di «una insolvenza sui pagamenti» da parte degli ellenici.
Le scelte di politica economica del Paese dipendono dal Governo e Tsipras finora ha sempre manifestato la volontà di onorare i pagamenti.
Per quanto riguarda l’ipotesi di «tagli al debito greco è stata citata ma non è stata oggetto di discussione» nel corso della meeting di oggi del Consiglio Direttivo della Bce. «Torneremo su questo tema al tempo debito».