Azioni Netflix? Da evitare se arriva vaccino, dicono analisti

Azioni Netflix da evitare se le restrizioni decadono o se arriva un vaccino: ecco perché

Azioni Netflix? Da evitare se arriva vaccino, dicono analisti

Investire in azioni Netflix? No se arriverà un vaccino e se le restrizioni in essere saranno rimosse. Raccomandazioni che arrivano dagli analisti di DeGroote Consulting, più precisamente dallo specialista di titoli legati ai media Alex DeGroote.

In un’intervista alla CNBC focalizzata sui risultati del terzo trimestre di Netflix, DeGroote ha parlato del colosso streaming come di un titolo “da evitare” di fronte a determinati scenari:

“Francamente, vedrei Netflix come un titolo da evitare se arrivasse un vaccino, o se andassimo incontro a un deciso allentamento delle restrizioni”.

Come già preventivato da Credit Suisse durante l’estate, il cammino della piattaforma guidata dal CEO Reed Hastings potrebbe essere legato a doppio nodo all’evoluzione della pandemia; la compagnia per ora ha «beneficiato» non poco del periodo di lockdown, in grado di spingere in alto il numero di abbonamenti.

Azioni Netflix? Da evitare se arriva vaccino, dicono gli analisti

Al momento misure restrittive che si fanno più severe in tutta Europa tengono le persone a casa, e questo “mantiene elevato il numero di iscrizioni, abbassando al contempo il rischio cancellazioni”.

Ma la concorrenza nel nascente comparto streaming è aumentata vertiginosamente negli ultimi mesi, specie nello sforzo di «capitalizzare» la pandemia: si pensi alle infinite iniziative sparse tra Amazon Prime, Apple TV, YouTube Plus, Disney+, Peacock e molte altre piattaforme:

“In media una famiglia chiederà tre servizi in abbonamento, ma al momento abbiamo potenzialmente fino a otto servizi in offerta: ci sono troppi servizi per i budget di cui dispone la maggior parte dei nuclei familiari”,

argomenta DeGroote.

Proprio per questo ritiene che alcuni servizi potrebbero fondersi o essere soggetti a operazioni d’acquisizione già dal prossimo anno, mentre altri potrebbero definitivamente chiudere i battenti.

Intanto però anche gli sconti fanno la loro parte nel «trattenere» gli iscritti. Netflix ha infatti recentemente variato la sua politica in fase d’ingresso negli Stati Uniti e in Regno Unito: da un mese di prova gratuito si è passati ai primi due mesi di sottoscrizione al 50%.

Le azioni Netflix sono aumentate di oltre il 75% da marzo, quando la pandemia di coronavirus ha iniziato a diffondersi in modo significativo in Occidente.
Per ora la storia dell’azienda racconta praticamente solo di segni più alla voce nuovi iscritti, ma - ammonisce DeGroote - potrebbe non essere più così.

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