Credit Suisse declassa Netflix: “perde brillantezza”

Per Credit Suisse la piattaforma streaming sta perdendo il suo ruolo centrale dello “stare a casa” in molti Paesi dove il coronavirus rallenta

Credit Suisse declassa Netflix: “perde brillantezza”

Credit Suisse declassa Netflix.
Per il colosso finanziario di Zurigo la piattaforma streaming “sta perdendo brillantezza” ora che molti Paesi - che assistono a un rallentamento nella diffusione del coronavirus - stanno cominciando a riavvicinarsi a una situazione di normalità, diminuendo così i tempi di permanenza casalinga.

Ecco perché Netflix potrebbe trovarsi a lottare per i prossimi mesi del 2020, dopo aver assistito a una crescita esponenziale durante la pandemia.

L’istituto svizzero ha diffuso una simile vision tramite la recente nota diffusa ai clienti, preparandoli alla possibilità di un rallentamento per la compagnia di Reed Hastings. Dopo alcuni mesi per certi versi senza precedenti, i secondi sei mesi dell’anno potrebbero andare incontro a un appiattimento.

Va detto che la stessa Netflix ha messo in conto una frenata nella crescita di abbonati per la seconda metà dell’anno, un annuncio che ha fatto scivolare il titolo in settimana.

Nello specifico, Credit Suisse prevedeva il raggiungimento di quota 5,27 milioni di nuovi abbonati per il terzo trimestre, mentre la compagnia ha comunicato che, vista la fine del lockdown in molti Paesi, si aspetta solo 2,5 milioni di nuovi abbonati nel Q3.

Credit Suisse declassa Netflix

Giovedì la diffusione dei conti di Netflix ha deluso il mercato. La compagnia, per il terzo trimestre del 2020, ha fornito una guidance sui ricavi di 6,33 miliardi di dollari, contro una media degli analisti superiore ai 6,40 miliardi.

Il colosso streaming ha chiaramente fatto notare come la fine del lockdown nella maggior parte dei territori debba mettere di fronte a un’inevitabile frenata delle nuove sottoscrizioni, previste per 2,5 milioni nel Q3 contro stime che superavano abbondantemente quota 5 milioni:

“La crescita rallenta mentre i consumatori escono dall’iniziale shock della COVID-19, e da una parte delle numerose restrizioni sociali introdotte in un primo momento”,

ha scritto la società in una nota a commento dei numeri.

Al contempo però dalla compagnia hanno fornito rassicurazioni riguardo l’arrivo di nuovi contenuti originali, non intaccati in maniera significativa dagli stalli produttivi causa coronavirus.

“Alcune produzioni saranno posticipate, ma il numero complessivo di titoli originali per l’intero anno sarà comunque più alto del 2020”.

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