Con il Corridor Certificate su Eni l’investitore punta sulla tenuta delle resistenze statiche a 16 euro e sulla progressiva discesa del sottostante verso i supporti statici e dinamici in prossimità di 15 euro
Eni torna debole in Borsa dopo il mancato breakout delle resistenze statiche collocate fra 15,83 e 16 euro. Sulla scia di questa reazione i prezzi si sono riportati sulla soglia tecnica a quota 15,50 euro, movimento che ora potrebbe tradursi in un veloce pullback della linea di tendenza che ha sostenuto il rialzo del titolo da inizio anno (in blu nel grafico).
Enel, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Il timore che il movimento costruito da inizio 2019 stia cedendo il passo ad una nuova fase laterale di consolidamento è corroborato anche dai principali indicatori algoritmici di analisi tecnica, che al momento segnalano un progressivo indebolimento della forza relativa delle azioni Eni.
Possibili target di Eni. Se il supporto dinamico prima richiamato non dovesse contenere le spinte al ribasso su Eni il successivo target potrebbe essere il riferimento psicologico a 15 euro, già in passato un forte catalizzatore di offerta, ad esempio sul pullback disegnato fra l’8 e l’11 marzo.
Strategie operative con i Corridor Certificate. Lo scenario che caratterizza la struttura tecnica di Eni sposa perfettamente con la logica operativa dei Corridor Certificate (clicca qui per saperne di più). In quest’ottica il Corridor con scadenza 20 settembre 2019 e barriere a 16,50 euro e 12 euro (codice ISIN LU1896424824) potrebbe rivelarsi interessante.
Con questo strumento l’investitore guadagna sul movimento ribassista di Eni e dunque sul progressivo allontanamento delle azioni sottostanti dalla barriera superiore. La logica operativa è quella di puntare sulla tenuta delle resistenze statiche a 16 euro. Attualmente il prodotto sconta una probabilità di successo a scadenza del 50% circa e infatti mantiene un concreto appeal nel brevissimo termine, dove può permettere di cavalcare un’eventuale correzione del sottostante.