Avvocati in gratuito patrocinio, lo Stato deve anticipare il compenso: così la Corte costituzionale

I compensi per il gratuito patrocinio devono essere anticipati direttamente dallo Stato. Illegittimo il sistema di prenotazione a debito. Qui i dettagli della decisione dei giudici costituzionali.

Avvocati in gratuito patrocinio, lo Stato deve anticipare il compenso: così la Corte costituzionale

Il compenso dell’avvocato in gratuito patrocinio deve essere corrisposto dall’erario dello Stato in anticipo. La decisione in merito giunge dalla Corte costituzionale che, proprio oggi, ha depositato una sentenza in cui muta in parte l’orientamento previgente, e di fatto sancisce l’illegittimità del metodo della prenotazione a debito.

La decisione dei giudici costituzionali non riguarda solamente gli avvocati ma anche le indennità e i compensi dovuti ai notai, ai custodi e ai consulenti. Vediamo i punti salienti della pronuncia della Corte che interviene sull’articolo 131 del Testo unico sulle spese di giustizia.

Gratuito patrocinio, lo Stato deve anticipare le somme: la decisione della Consulta

Il compenso spettante all’avvocato investito del gratuito patrocinio deve essere anticipato direttamente dall’erario. Questa la decisione della Corte costituzionale nella sentenza 217, depositata oggi 1° ottobre 2019.

A ben vedere, i giudici della Consulta si sono in parte discostati dall’orientamento previgente, secondo il quale il principio della prenotazione a debito non era ritenuto incostituzionale. Stavolta però i giudici hanno preferito evitare che il beneficio del patrocinio gratuito, che serve per aiutare le categorie reddituali più deboli, possa invece gravare su chi mette al servizio la propria professionalità, quindi non solo avvocati ma anche notai consulenti e custodi.

Il sistema della prenotazione a debito, infatti, avviene dopo l’effettivo recupero del credito cosa che, nel caso di persone indigenti, molto spesso è impossibile. Per questa ragione accade che la retribuzione della difesa legale subisca notevoli ritardi o, nel peggiore dei casi, non avvenga affatto.

Dopo questa decisione le garanzie per i difensori in gratuito patrocinio dovrebbero essere maggiori.

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Gratuito patrocinio a spese dello Stato: come funziona la liquidazione del compenso

La liquidazione dei compensi per gratuito patrocinio a spese dello Stato è disciplinata dall’articolo 131 del Decreto 115 del 2002, il Testo unico spese di giustizia. Qui viene fatta la distinzione seguente:

  • gli onorari dovuti al consulente tecnico e all’ausiliario del magistrato vengono erogati mediante prenotazione a debito;
  • le indennità e le spese di viaggio di testimoni, notai e consulenti tecnici di parte sono anticipati direttamente dall’erario.

In sostanza, la pronuncia della Corto Costituzionale è andata ad intervenire sulla prima parte dell’articolo, sancendo l’illegittimità della prenotazione a debito.

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2 commenti

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Cristina Ciccarelli • 1 settimana fa

Sapete che in Italia spesso non sanno neanche cos’è il gratuito patrocinio? Usano la filiera degli amiciparenti.

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Cristina Ciccarelli • 1 settimana fa

Sapete che in Italia spesso non sanno neanche cos’è il gratuito patrocinio? Usano la filiera degli amiciparenti.

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