Auto ibride che consumano meno, la classifica 2019

Quali sono le auto ibride che consumano meno? Abbiamo stilato una classifica aggiornata al 2019, con i migliori modelli ordinate in base ai consumi.

Auto ibride che consumano meno, la classifica 2019

Quali sono le auto ibride che consumano meno? Con la grande innovazione tecnologica che sta attraversando il settore automobilistico, la motorizzazione ibrida è diventata una delle soluzioni più intelligenti per unire le prestazioni brillanti alla riduzione di emissioni e consumi.

Se le prime riguardano più che altro il piacere di guida, e le seconde inficiano sull’inquinamento e sono regolate da norme sempre più stringenti, l’aspetto del consumo è tra i fattori più importanti per gli automobilisti sia durante la gestione quotidiana del veicolo, sia al momento dell’acquisto, poiché incide direttamente sul portafogli.

Le auto che consumano meno comportano costi inferiori, e per questo se con un pieno si fanno più chilometri, è tutto a vantaggio del risparmio. Per avere un’idea generale sui costi di gestione durante il ciclo di vita dell’auto, abbiamo stilato una classifica, anche se ogni caso è strettamente legato all’utilizzo dell’auto e ai chilometri percorsi annualmente.

La classifica 2019 prende in esame i migliori rapporti di efficienza tra litri e chilometri percorsi, con un confronto tra i consumi misurati in ciclo misto anche se spesso possono differenziare dal consumo reale.

Auto ibride che consumano meno, classifica 2019

1) Toyota Prius

Quest’auto è un po’ la principessa delle ibride: disponibile in versione Full Hybrid o Plug-in Hybrid, è diventata alfiere di Toyota, una casa che è stata tra le prime a investire sull’alimentazione ibrida. La plug-in ha circa 50 km di autonomia in elettrico, un plus che aiuta ad abbattere i consumi di carburante. La media sul consumo in ciclo misto è la bellezza di 3 litri per 100 km, ovvero 33,3 km con un litro di benzina. Il risparmio sul carburante comporta una spesa iniziale non da poco: la full hybrid, con motore 1.8 in allestimento Active, Lounge o Style ha un prezzo a partire da 29.500 euro per la 5 posti e arriva a 36.050 euro per la 7 posti. La versione plug-in parte da 41.650 euro.

2) Toyota Yaris

Con questo modello compatto perfetto per la città, Toyota è riuscita a guadagnare il primato di auto ibrida più venduta non solo in Italia ma anche all’estero. La Yaris Hybrid conta su un motore a benzina che garantisce di percorrere 100 km con 3,3 litri. In altre parole, 30,3 km con un litro, una prestazione di alto livello specialmente per chi si muove molto in città. Il prezzo parte da 19.500 euro.

3) Hyundai Ioniq

Questo modello rappresenta i passi in avanti tecnologici fatti dall’industria automobilistica coreana che con le case Hyundai e Kia ha iniziato a puntare su ibrido ed elettrico. La Ioniq è disponibile in versione ibrida a partire da un prezzo di 25.300 euro, ibrida plug-in da 33.900 euro ed elettrica da 37.150 euro. Il consumo medio della versione ibrida è di 3,4 litri/100 km, ovvero 29,4 km con un litro.

4) Kia Niro

Per Kia questo è il modello di riferimento per la mobilità ibrida: disponibile in versione ibrida e plug-in, il crossover parte da un prezzo di 25.500 euro. I consumi medi dichiarati dalla casa sono di 4,4 litri/100 km e quindi un’autonomia di 22,7 km con un litro.

5) Suzuki Ignis

City crossover dalle dimensioni compatte ma molto accattivante. La Ignis di Suzuki è un piccolo crossover cittadino con motore 1.2 cc disponibile solo a benzina, GPL o ibrido. Nella versione ibrida ha un prezzo a partire da 16.950 euro che diventano 18.450 euro per la versione con trazione integrale. I consumi sono buoni: 5,2 l/100 km e quindi un’autonomia di 19.2 km con un litro.

Consumi auto ibride, quali sono le migliori?

Le auto ibride sono di due tipi e con il tempo stanno diventando sempre più diffuse: le mild hybrid sono delle auto praticamente a benzina che hanno un motore elettrico alimentato a batteria che contribuisce a far risparmiare carburante (e quindi riduce le emissioni); le plug-in hybrid sono di fatto auto alimentate per metà dal carburante e per metà dal motore elettrico a batteria, che oltre a recuperare energia nelle decelerazioni si può ricaricare alla spina della corrente come le elettriche pure. In questo secondo caso, oltre che di consumi si parla anche di autonomia in modalità elettrica.

Per chi si muove soprattutto in città, la ibrida standard può essere la soluzione migliore poiché è in viaggio ad alte percorrenze e ad alte velocità che questo tipo di alimentazione rende meno i propri benefici.

Le plug-in invece, garantendo un’autonomia elettrica di almeno 50 km, sono perfette sia per la città, dove si muovono praticamente a zero emissioni, sia per i viaggi. Potremmo dire che sono come le elettriche pure ma con un serbatoio di benzina a disposizione per non avere l’ansia di ricarica in viaggio.

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