Come da attese la Reserve Bank of Australia (RBA) ha confermato i tassi di interesse al 2,5%, il livello più basso dal 1960. L’ultima riduzione del costo del denaro è avvenuta a inizio agosto scorso e dovrebbe essere stata l’ultima dell’anno. Da novembre 2011 la RBA ha tagliato a più riprese i tassi, portandoli al 2,5% dal 4,75%, inaugurando così una sorprendente politica monetaria accomodante resa necessaria dal peggioramento dell’economia domestica, a causa del rallentamento della Cina e della caduta dei prezzi delle principali commodity.
Sul forex il dollaro australiano ha ripreso a correre, dopo che negli ultimi giorni aveva sperimentato un calo fisiologico dopo il boom dei prezzi avvenuto nel mese di settembre. La valuta australiana ha beneficiato anche del buon dato sulle vendite al dettaglio, che a settembre sono cresciute dello 0,4% rispetto ad agosto, quando invece la crescita era stata dello 0,1%. Il dato è anche migliore delle stime degli analisti finanziari, che si aspettavano una crescita dello 0,3% m/m.
Il tasso di cambio Aud-Usd, il cosiddetto Aussie, ha ripreso la corsa al rialzo riportandosi sopra 0,94. I prezzi hanno toccato già un top intraday a 0,9421, complice anche la debolezza generalizzata del biglietto verde. Brusca inversione del trend per il cross Eur-Aud, che torna in area 1,44 dopo aver toccato un top di giornata a 1,4550. Forti acquisti anche sul cross Aud-Jpy, che sfiora quota 92,40.
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