Con le valute e i pagamenti digitali cresce il rischio di attacchi informatici

Alessio Trappolini

11 Luglio 2019 - 16:02

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Secondo Cybersecurity Ventures ogni 20 minuti avvengono 100 attacchi hacker su dati sensibili finalizzati all’ottenimento di un riscatto

Lo sviluppo della tecnologia di questi ultimi decenni ha parallelamente acuito le necessità di una maggior protezione dei dati.

Sono infatti sempre più frequenti attacchi di tipo tecnologico e informatico verso organizzazioni aziendali che hanno lo scopo di utilizzare in modo fraudolento dati e tecnologie scippate ai loro creatori/produttori.

Questa necessità ha fatto nascere un nuovo mercato ossia quello della sicurezza informatica o cyber security.

I costi delle violazioni

Secondo Cybersecurity Ventures ogni 20 minuti avvengono 100 attacchi ransomware (attacchi hacker finalizzati all’ottenimento di un riscatto). Molti di questi sono diretti contro individui o piccole imprese, ma i pericoli sono evidenti anche a livello corporate.

Dal 2005, Bloomberg ha registrato quasi 200 violazioni in tutto il mondo che hanno interessato almeno un milione di dati ciascuna; 48 di queste violazioni hanno toccato oltre 10 milioni di dati e si sono verificate negli ultimi cinque anni. In media, nel periodo in esame, ogni 36 giorni c’è stata una violazione per almeno 10 milioni di dati.

Questo dovrebbe risultare particolarmente allarmante per Facebook e Apple che stanno spingendo verso pagamenti e valute digitali: le aziende tecnologiche infatti sono state di gran lunga le più colpite, con il settore che ha subito il 63% degli attacchi complessivi, che hanno colpito oltre 10 milioni di dati.

Secondo Legal & General Investment Management queste violazioni hanno un costo che va oltre la reputazione. Facebook si trova alle prese con una multa da 1,6 miliardi di dollari e British Airways è stata condannata a pagare un miliardo. In base al regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), le ammende associate a violazioni significative dei dati possono arrivare fino al 4% delle entrate di una società – che vuol dire, per le grandi aziende, pagare miliardi di dollari.

Queste cifre non rappresentano un spreco di risorse agli occhi dei dirigenti dei grandi gruppi. Secondo Forbes il budget di JP Morgan per la cybersecurity è stato di 500 milioni di dollari nel 2016, mentre per Bank of America Merrill Lynch’s era di 400 milioni di dollari, cifre enormi di per sé, ma che impallidiscono di fronte ai 20 miliardi dollari che il governo degli Stati Uniti ha messo a budget nel 2017 per la sicurezza informatica (Fonte: Nasdaq Global Indexes). Cyber Security Ventures stima inoltre che la spesa globale per la cyber security sia cresciuta di 35 volte tra il 2004 e il 2017 e andrà oltre il trilione di dollari nel 2021.

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