Assemblea costituente: cos’è, a cosa serve e significato

Isabella Policarpio

15/06/2020

22/07/2021 - 17:07

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Un’assemblea costituente per unire le frange del Movimento 5 Stelle: questa la proposta del deputato Di Battista. Spieghiamo cos’è, come funziona e cosa fa davvero questo tipo di assemblea.

“Assemblea costituente” non è certo un termine che sentiamo tutti i giorni. Anzi le occasioni in cui viene convocata sono rare e circoscritte.

Infatti in Italia l’assemblea costituente è l’organo elettivo che si è riunito in occasione della stesura della Carta costituzionale nel 1946.

L’espressione in questione è tornata alla ribalta da quando il deputato Alessandro Di Battista, uno dei leader del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato di voler convocare un’assemblea costituente con i membri del partito per rinsaldare i rapporti tra le “diverse anime” del movimento politico.

Tralasciando il significato politico/provocatorio di questa affermazione, dalle parole di Di Battista si evince la volontà di “riscrivere” le regole dei pentastellati, esattamente come fecero i padri costituenti.

Cos’è l’assemblea costituente: significato, funzione ed esperienze storiche

Lo scenario politico odierno sta attingendo sempre più frequentemente ad alcune espressioni del passato: dopo gli Stati generali dell’Economia (che ricordano gli Stati generali della Rivoluzione francese del 1789) adesso è la volta dell’assemblea costituente.

In realtà la funzione e il significato originario di questo tipo di assemblea ha poco a che vedere con le dichiarazioni di Alessandro di Battista. Spieghiamo il perché.

L’assemblea costituente in Italia come in altri Paesi, indica l’organo eletto dal popolo che ha lo scopo di redigere la Costituzione di uno Stato.

Nella storia italiana si registrano soltanto due esperienze di assemblea costituente:

  • quella eletta a suffragio universale maschile nel 1849 nei territori dello Stato pontificio che ha portato alla redazione della Costituzione della Repubblica romana (ispirata da Mazzini);
  • quella eletta a suffragio universale maschile e femminile nel 1946 che portò alla redazione dell’attuale Costituzione italiana.

Quest’ultima assemblea oltre ad avere il potere costituente (ovvero di scrivere la Carta costituzionale) era investita anche di limitati poteri legislativi: ad esempio nell’ambito della legge elettorale , l’approvazione di trattati di pace, la definizione della legge sulla stampa e degli Statuti speciali.

Come si è anticipato, anche altre Nazioni si sono avvalse delle assemblee costituenti in momenti cruciali della storia. Ad esempio la Germania ha eletto e convocato l’assemblea nazionale di Francoforte (1948-1949) per scrivere la Costituzione del 1849; mentre in Francia l’assemblea costituente lavorò tra 1789 e il 1791 segnando il passaggio storico dagli Stati generali (che erano espressione dell’antico regime) alla sovranità nazionale in cui, per la prima volta, partecipavano anche i delegati del Terzo Stato.

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