Assegno unico figli: fa reddito?

Simone Micocci

30 Giugno 2021 - 15:25

condividi

Debutta dal 1° luglio l’assegno unico: dubbi riguardanti la possibilità che questa nuova misura vada a incidere sul reddito.

Assegno unico figli: fa reddito?

L’assegno unico per i figli parte ufficialmente dal 1° luglio 2021. Una misura attesa da quelle famiglie alle quali non spettano gli assegni familiari, le uniche che per adesso potranno beneficiare dell’assegno unico (mentre dal 1° gennaio prossimo questa misura sarà per tutti e andrà a sostituire tutti gli attuali bonus famiglia).

Si tratta perlopiù di famiglie con situazioni di difficoltà, in quanto buona parte dei circa 3 milioni di potenziali beneficiari dell’assegno unico sono disoccupati o incapienti (mentre l’altra parte sono lavoratori autonomi). Persone che hanno redditi bassi e in molti casi già beneficiarie di altre prestazioni assistenziali come ad esempio il Reddito di Cittadinanza.

Tutti i beneficiari di questa prestazione hanno l’interesse di capire se l’assegno unico fa reddito oppure no: se per i lavoratori autonomi c’è il timore di doverci pagare le tasse, chi è disoccupato e percepisce altre prestazioni assistenziali legate al reddito teme che con il riconoscimento di questa prestazione potrà esserci il superamento di una certa soglia e quindi la decadenza delle stesse.

Esiste questo rischio? Facciamo chiarezza.

L’assegno unico per i figli fa reddito?

Per quanto riguarda la possibilità che l’assegno unico possa essere soggetto a tassazione vi diciamo subito che non esiste questo pericolo. Come si legge nel testo del decreto della misura ponte - che verrà erogata tra luglio e gennaio nell’attesa che l’assegno unico entri a regime - questo “non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 917/1986”.

Questo significa che l’assegno unico non fa reddito, né ai fini fiscali né per quanto riguarda l’erogazione di quelle prestazioni previdenziali e assistenziali per le quali si considerano solamente i redditi soggetti a Irpef.

Non sarà necessario, per questo motivo, indicare l’assegno unico per i figli in sede di dichiarazione dei redditi.

L’assegno unico va indicato nell’Isee?

Il fatto che l’assegno unico per i figli non faccia reddito non significa che questo non concorra alla formazione dell’Isee, ossia di quell’indicatore che viene utilizzato come riferimento per il riconoscimento di diverse misure, quale ad esempio l’assegno unico stesso.

Nell’Isee, infatti, si considerano tutti i redditi, anche quelli esenti da Irpef. Questo significa che l’assegno unico percepito nel 2021 andrà a incidere sull’Isee del 2023 (visto ai fini del calcolo dell’indicatore si tiene conto di redditi e patrimoni riferiti a due anni prima). Si avrà, dunque, un Isee più alto a causa di questa misura, con conseguenze negative dunque per Reddito di Cittadinanza e per tutte le altre prestazioni il cui importo dipende dall’Isee.

Si rammenta che anche l’importo dell’assegno unico verrà parametrato in base all’Isee. Tuttavia, così come accade per le altre prestazioni - vedi ad esempio il Reddito di Cittadinanza - quanto erogato a titolo di assegno unico non dovrebbe essere determinante ai fini del calcolo dell’importo dell’assegno unico che verrà erogato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023.

Argomenti

Iscriviti a Money.it

Selezionati per te