Assegno di incollocabilità 2021, la guida: importi, requisiti e domanda

Simone Micocci

15/10/2021

15/10/2021 - 11:34

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A coloro che a causa di un infortunio o di una malattia professionale sono impossibilitati di fruire dell’assunzione obbligatoria spetta l’assegno di incollocabilità di 263 euro mensili.

Assegno di incollocabilità 2021, la guida: importi, requisiti e domanda

L’assegno di incollocabilità è una prestazione economica, erogata dall’INAIL, riconosciuta a coloro che a causa di un infortunio o di una malattia professionale si trovano nell’impossibilità di fruire dell’assunzione obbligatoria. I beneficiari di questa prestazione per il sostegno al reddito, dunque, si possono definire “incollocabili”.

Bisogna soddisfare determinati requisiti per beneficiare di questa prestazione, per la quale l’importo viene rivalutato ogni anno; questa viene pagata mensilmente, insieme alla rendita diretta per inabilità, fino a quando l’interessato è nella condizione per averne diritto. Quindi, l’assegno di incollocabilità si perde quando non si soddisfano più i requisiti previsti dalla normativa, come pure quando l’interessato raggiunge l’età pensionabile. Si perde anche nel caso in cui dovessero cambiare le condizioni che determinano l’incollocabilità.

Per capire, quindi, bisogna partire da quelli che sono i requisiti per beneficiare di questo assegno, così da individuare la platea a cui questa guida si rivolge.

ASSEGNO DI INCOLLOCABILITÀ

Assegno di incollocabilità, i requisiti

Come anticipato, l’assegno di incollocabilità è quel sostegno economico erogato a invalidi di guerra, di servizio o del lavoro che abbiano un’età inferiore a 65 anni, che siano titolati di una rendita INAIL per infortunio o per malattia professionale e che si trovino nell’impossibilità di fruire delle agevolazioni previste dalla legge 68 del 1999 per l’assunzione agevolata.

Inoltre, per avere diritto all’assegno di incollocabilità bisogna avere anche un grado di inabilità non inferiore al 34%, riconosciuto dall’INAIL secondo le tabelle allegate al Testo Unico (d.p.r. 1124/1965) per infortuni sul lavoro verificatesi o malattie professionali denunciate fino al 31 dicembre 2006.

Per eventi successivi al 1° gennaio 20017, invece, bisogna avere una menomazione dell’integrità psicofisica-danno biologico superiore al 20% secondo le tabelle allegate al D.lgs. n. 38/2000.

Assegno di incollocabilità: quanto spetta

L’importo dell’assegno di incollocabilità viene pagato mensilmente insieme alla rendita; viene rivalutato annualmente, tenendo conto del costo della vita (in base dunque alla variazione effettiva dei prezzi al consumo), con apposito decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Dal 1° luglio 2021 l’importo è di 263,37€ e sarà così almeno fino al 30 giugno prossimo. L’assegno decorre dal mese successivo a quello in cui ne viene fatta richiesta; non concorre alla formazione del reddito complessivo lordo imponibile ai fini IRPEF.

Assegno di incollocabilità: pagamenti

Per quanto riguarda i pagamenti dell’assegno mensile di incollocabilità, esistono diverse modalità di erogazione del servizio. Sarà il richiedente a scegliere l’opzione preferita tra:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale
  • Accredito su libretto di deposito nominativo bancario o libretto di deposito nominativo postale
  • Accredito su carta prepagata dotata di codice IBAN
  • Tramite gli Istituti di credito convenzionati con l’INPS per i titolari di rendita che riscuotono all’estero
  • Per importi non superiori a 1.000,00 euro, con pagamento in contanti localizzato presso sportello bancario o postale

Detto questo, non resta che analizzare le modalità per la presentazione della domanda.

Assegno di incollocabilità: come fare domanda

Per avere diritto alla prestazione è necessario fare domanda alla sede INAIL di appartenenza. All’atto della domanda bisognerà indicare, oltre ai dati anagrafici, anche la descrizione dell’invalidità (lavorativa ed extralavorativa se esistente, e in tal caso allegarne la certificazione), nonché allegare la fotocopia del documento d’identità.

Nel dettaglio, la richiesta può essere presentata di persona presso lo sportello della sede competente, oppure inviando una PEC o ricorrendo alla posta ordinaria. Vi è anche la possibilità di farsi assistere da un patronato.

In alternativa, l’assegno può essere anche riconosciuto su espresso parere del medico INAIL all’atto dell’accertamento del danno permanente.

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