Assegno di divorzio e mantenimento figli: come chiedere la riduzione

A causa dell’emergenza coronavirus molte persone hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione: ecco la procedura per chiedere la riduzione dell’assegno per figli ed ex coniuge.

Assegno di divorzio e mantenimento figli: come chiedere la riduzione

Alla crisi sanitaria segue la crisi degli assegni di mantenimento dopo divorzio o separazione. Molte persone hanno perso il lavoro o sono ancora in attesa della cassa integrazione e del bonus autonomi, per questo versare l’assegno all’ex diventa difficile, se non impossibile.

Esiste però una soluzione: trovare un accordo per ridurre - almeno in questi mesi di sofferenza economica - la cifra mensile da versare per i figli o a titolo di assegno divorzile.

Se è impossibile trovare un compromesso con l’ex, bisogna dimostrare l’effettiva riduzione del reddito (ad esempio tramite lettera di licenziamento o dichiarazione del commercialista) e depositare l’istanza di riduzione dell’assegno in tribunale.

Vediamo come e in quali casi si può chiedere “l’alleggerimento” dell’assegno precedentemente concordato o stabilito dal giudice, anche in situazioni che prescindono dall’epidemia da COVID-19.

In fondo al’articolo il modello PDF FAC-SIMILE di ricorso per la modifica delle condizioni di separazione/divorzio.

Non versare l’assegno all’ex o ai figli è reato: ecco cosa fare se non puoi pagare

L’impoverimento generale provocato dal coronavirus mette a dura prova chi deve pagare l’assegno di divorzio/separazione o il mantenimento ai figli non economicamente autosufficienti.

Già in regime di normalità sostenere sé stessi e contemperamento l’ex coniuge e i figli a carico non è cosa facile, peggio ancora se la crisi lavorativa in atto ha determinato la riduzione o la sospensione dello stipendio mensile.

Non pagare affatto gli assegni dovuti costituisce un reato (ex articolo 570 del Codice penale “Violazione degli obblighi di assistenza familiare”) quindi per evitare spiacevoli conseguenze è sempre consigliabile parlare con l’ex, spiegare la situazione e tentare di raggiungere un accordo.

In altre parole, per evitare il collasso totale si può sempre chiedere una sospensione temporanea dell’assegno oppure la riduzione dell’importo.

Purtroppo non sempre questo è possibile, anzi a dire il vero quasi mai. In genere i rapporti tra ex marito e moglie sono così deteriorati da richiedere l’intervento del giudice.

Riduzione assegno di divorzio/mantenimento: cosa fare se manca l’accordo

Dunque, se la via dell’accordo bonario non è percorribile, non resta che contattare l’avvocato di fiducia e ricorrere alle vie giudiziarie.

I passaggi da seguire sono i seguenti:

  • procurarsi un documento che attesti il peggioramento economico (dichiarazione dei redditi 2019 e 2020 a confronto, dichiarazione del commercialista, lettera di licenziamento/riduzione orario di lavoro, e così via);
  • depositare istanza di riduzione dell’assegno in tribunale.

La concessione della riduzione dell’assegno non comporta il diritto alla restituzione delle somme eccedenti versate nei mesi precedenti (così la Corte di Cassazione nella sentenza 23441/2013).

C’è da dire che in questo periodo il normale andamento della Giustizia ha avuto un notevole rallentamento, dato che i tribunali sono considerati luoghi a rischio contagio. Per questo nell’istanza di riduzione dell’assegno è consigliabile esplicitare che la causa è urgente e non procrastinabile, altrimenti c’è il rischio che la trattazione avvenga dopo l’estate.

Di seguito un modello FAC-SIMILE dell’istanza da depositare in tribunale:

Modello ricorso per la modifica delle condizioni di separazione e divorzio ex articolo 710 C.p.c.
FAC-SIMILE in PDF per chiedere la riduzione dell’assegno

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