Arsenico nelle acque minerali italiane: tabella e valori

Ecco la tabella che mostra tutti i livelli di arsenico nelle principali acque italiane in bottiglia. Quali sono gli effetti sulla salute?

Arsenico nelle acque minerali italiane: tabella e valori

C’è arsenico nell’acqua che beviamo. Questo semimetallo molto diffuso in natura viene infatti assunto dall’uomo principalmente attraverso cibo e acqua (qui presente in forma inorganica, ovvero quella tossica).

In Italia la concentrazione di arsenico nelle acque potabili è tenuta sotto controllo ed entro certi limiti ritenuti non pericolosi per la salute umana. Un’indagine realizzata nell’ambito del progetto Atlante Europeo dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group, pubblicata nel maggio 2010 su Le Scienze, ha permesso di conoscere tutti i dati relativi alla composizione delle acque minerali europee. Nel caso di quelle italiane è stato possibile anche prendere visione dei livelli di arsenico presenti. Nonostante alcune abbiano una grande concentrazione di arsenico, in nessuna di quelle prese in esame è stato riscontrato un valore superiore ai 10 microgrammi per litro.

Qui la tabella valori arsenico nelle marche di acque minerali più famose in Italia.

Tabella livelli arsenico acque italiane

Acqua minerale/FonteValori (μg/l)
Acqua Gaudianello 0.619
Acqua Santa Croce 0.124
Acqua Leggera 4.650
Acqua Lilia 1.900
Acqua Sveva 2.740
Acqua Ferrarelle 6.810
Acqua Lete 0.759
Acqua Lieta (Conad) 0.238
Acqua Galvanina 0.162
Acqua Monte Cimone (Coop) 0.098
Acqua di Nepi 5.710
Acqua Claudia 0.059
Acqua Egeria 8.910
Acqua Fiuggi 1.850
Acqua Boario 0.056
Acqua Coop (Sorgente Grigna) 0.390
Acqua Frisia 5.640
Acqua Levissima 6.200
Acqua Maniva 0.675
Acqua Norda (Sorgente Daggio) 3.730
Acqua Norda (Nuova Acqua Chiara) 0.161
Acqua San Pellegrino 1.380
Acqua Sant’Antonio 0.475
Acqua Vitasnella 0.117
Acqua Gaia 0.248
Acqua Nerea 0.102
Acque Alpi Cozie 1.040
Acqua Alte Vette (Iper) 0.407
Acqua Crodo Liesel 0.088
Acqua Cime Bianche 0.798
Acqua Lauretana 0.019
Acqua San Bernardo 0.489
Acqua Sant’Anna 1.310
Acqua Sant’Anna (Fonte Vinadio) 5.220
Acqua Candida 5.410
Acqua Funte Fria 5.690
Acqua Isola Antica 7.440
Acqua Pejo 0.091
Acqua Fonteviva 0.153
Acqua Panna 0.355
Acqua Uliveto 0.088
Acqua Fabia 0.404
Acqua Rocchetta 0.198
Acqua Sangemini 0.204
Acqua Viva 0.109
Acqua Dolomiti (Esselunga) 0.533
Acqua Guizza 0.428
Acqua Recoaro 0.054
Acqua San Benedetto 0.468
Acqua Vera 1.410

Arsenico acqua: i rischi per la salute

L’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) classifica l’arsenico nella categoria 1, ovvero come uno degli elementi maggiormente cancerogeni per l’uomo. Tra i rischi a cui si va incontro l’EFSA ha evidenziato tumori alla vescica, ai polmoni, alla pelle e problemi cutanei.

Una recente ricerca pubblicata dall’AHA Journals ha inoltre dimostrato che la concentrazione di arsenico ha effetti anche sul cuore e aumenta il rischio di infarto e malattie cardiovascolari.

I maggiori effetti sulla salute si possono riscontrare nei bambini a causa proprio peso corporeo inferiore.

Arsenico nelle acque: cosa dice la legge

Per legge i produttori di acqua in bottiglia sono obbligati a rispettare lo stesso limite di concentrazione vigente per le acque destinate al consumo umano (10 μg/l). Tuttavia non vi è l’obbligo di indicarne i valori sull’etichetta.

Anche le analisi chimiche inclusive dei valori di arsenico nelle acque pubbliche degli acquedotti comunali dovrebbero essere pubbliche e facilmente raggiungibili su tutti i siti dei gestori, come previsto dalla delibera del 28 dicembre 2012 dell’Autorità dell’Energia che dava tempo fino al 30 giugno 2013 affinché i gestori delle acque pubbliche rendessero disponibili sul proprio sito internet una modalità di ricerca delle informazioni sulla qualità dell’acqua distribuita. Sui siti dei gestori, però, non vi è traccia di questi valori.

In Italia la qualità e la salubrità delle acque potabili è disciplinata dal Decreto Legislativo n°31 del 2/2/2001. Tale decreto ha abbassato il limite previsto per l’arsenico nelle acque potabili da 50 a 10 μg/l, proprio a causa della sua potenziale cancerogenità e i rischi per la salute umana.

Sono comunque previste delle deroghe triennali, concesse per un massimo di 3 volte, e di cui l’ultima deve essere valutata dalla Commissione Europea, perché i gestori presentino e attuino piani di rientro tramite tecnologie di trattamento delle acque captate e individuino risorse idriche alternative.

La Regione Lazio, ad esempio, ha fatto ricorso alla deroga triennale consentendo inizialmente il limite massimo di arsenico nelle acque a 50 μg/l, ma la terza e ultima deroga non è stata accolta dalla Commissione UE, la quale ha autorizzato solo deroghe per valori di arsenico fino a 20 μg/l in quanto valori superiori determinano seri rischi per la salute. In ogni caso queste deroghe non si applicano alle acque destinate al consumo dei neonati e dei bambini fino a 3 anni di età, per le quali il limite resta 10 μg/l.

Il Ministero della Sanità controlla la presenza di arsenico nelle acque minerali eliminando o imponendo azioni correttive per quelle che superano i limiti stabiliti dalla legge. Quelle che superano i controlli approdano sul mercato. Con cadenza trimestrale le ASL controllano insieme ai laboratori ARPA le sorgenti e ogni mese le linee di imbottigliamento, oltre a effettuare verifiche random nei punti vendita.

L’acqua del rubinetto è sicura?

L’Italia è al terzo posto al mondo dopo Messico e Thailandia per consumo di acqua in bottiglia, ma gli esperti sottolineano che la nostra acqua del rubinetto non è meno di qualità di quella in bottiglia, anzi spesso è da preferire.

La conformità si registra in più del 99% delle misurazioni, e sono rari i casi in cui i valori non riescono a rientrare nei limiti di legge. Ad esempio, nel caso dell’arsenico, questo è maggiormente concentrato nelle acque di Lazio e Toscana a causa della falda acquifera e dell’origine vulcanica dei suoli. Ecco perché alcuni Comuni, tra cui Roma, Viterbo, Latina, Livorno, Siena e Pisa, sono riusciti a godere della deroga fino a un limite di 20 microgrammi per litro.

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