Anche oggi in «Focus Economia» su Radio 24 non sono mancati gli argomenti interessanti.
A tenere banco è stato un argomento decisamente interessante, soprattutto per chi segue il mercato Forex e questo sito in particolare da tempo: è plausibile un suddivisione dell’Euro in due valute diverse, una forte ed una debole?
Anche se la domanda è di per sè posta in modo sciocco, dato che se l’euro dovesse disgregarsi lo farebbe certamente sottoforrma di ritorno alle vecchie valute nazionali, la questione è molto interessante.
Su questo punto sono stati intervistati diversi economisti di buona fama, ottenedo risposte dal rigoroso al fantapolitico (è stata paventata anche l’ipotesi che il nord Italia adottasse l’euro forte ed il sud quelo debole), il succo delle risposte è stato coeso e monolitico: dall’euro non si esce.
Concordiamo certo che dall’euro non si esce facilmente, e che soprattutto ora le conseguenze di una scelta del genere sarebbero molto pesanti.
La situazione è un pò come quella di una barca salpata con una falla della cui esistenza si avvertono i naviganti solo quando sono troppo a largo per tornare indietro: non che non si possa scendere e tornare a riva a nuoto, ma quante sono le possibilità di sopravvivere?
E’ quasi certo che l’euro economico sia una costruzione politica, una moneta figlia di un’ideologia e di un progetto che tra i politici in pochissimi hanno congeniato, in pochi hanno capito ed in molti hanno avallato nell’ignoranza e nella miopia.
Ora ci ritroviamo ad un punto dove il rischio è il panico: pare che tutti, Germania inclusa, abbiano un buon motivo per uscire dall’euro, ciononostante nessuno si fida a scendere dalla nave che ancora galleggia per mettersi in salvo sulle scialuppe, convinti tutti che con quelle a terra non si torna e che gli aiuti non arriveranno mai in tempo.
Speriamo di non assistere presto ad un film con Leonardo di Caprio nei panni di Jean Claude Trichet.
Chiudiamo sul titolo dell’articolo che rischia di inaugurare una serie di critiche quotidiane ad un programma radiofonico che era e rimane comunque interessante.
Il conduttore Barisoni ha fatto un’affermazione che sa tanto di schieramento ideologico: «nonostante tutto noi vogliamo e difendiamo un euro forte che salvaguarda i risparmi»; dopo la puntata di ieri sul caro benzina con assist facile facile al presidente dell’assopetrolieri c’è da chiedersi quali saranno, tra qualche tempo, i risparmi da difendere. Non certo quelli dalle maggioranza della popolazione credo, al di là di ogni facile retorica sulle cicale e le formiche.
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