Banche italiane sulla cresta dell’onda, quanto può durare?

Oggi scadono i tempi per l’invio delle simulazioni sugli stress test alla Bce (i risultati saranno noti non prima del 2 novembre prossimo). Nel frattempo lo spread scende e allevia i timori sul sistema Italia

Banche italiane sulla cresta dell'onda, quanto può durare?

Continua il momento di grazia delle banche italiane sulla Borsa di Milano. Dopo la brillante seduta di ieri il comparto è partito bene anche oggi, con UBI Banca (ieri il miglior titolo fra le blue chip) a fare da apripista.

Il settore beneficia delle minori pressioni sul segmento governativo italiano che fra ieri ed oggi hanno fatto tornare lo spread fra BTP-Bund in area 260 punti base e il rendimento del decennale italiano di nuovo sotto il 3 per cento.

Ricordiamo poi che oggi è il termine ultimo per l’invio finale alla Banca centrale europea delle simulazioni che mettono alla prova la tenuta dei bilanci bancari in due scenari, uno normale e uno avverso, nel triennio al 2018-2020 (in gergo stress test).

Per gli esiti si dovrà attendere fino al 2 novembre prossimo. Le banche italiane coinvolte sono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM e UBI Banca. Tuttavia Francoforte condurrà il proprio test senza renderne noti gli esiti anche su altre banche significative come BPER Banca, Mediobanca, Banca Carige e Iccrea.

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Analisi tecnica indice FTSE Italia All-Share Banks


FTSE Italia All-Share Banks Index, la divergenza con RSI sul daily chart. Fonte: Bloomberg

Dal punto di vista tecnico il rialzo sostenuto visto ieri è stato favorito dal pattern di inversione a due barre costruito fra le candele di venerdì e lunedì. Questa formazione tecnica potrebbe momentaneamente frenare la spinta ribassista di cui le banche hanno sofferto da metà maggio a questa parte.

In particolare l’ultima gamba del ribasso aveva visto un ridimensionamento significativo dei volumi e una divergenza fra il prezzo e l’oscillatore RSI. A questo punto si alzano le probabilità che l’indice delle banche possa estendere i guadagni anche fino a 9.500 punti, livello presso il quale verrebbe completato il pullback dell’ex supporto statico, ora resistenza, rotto lo scorso 13 agosto.

Analisi del rischio


Elaborazione Ufficio studi Money.it

La ritrovata fiducia di queste ultime due sedute non deve però abbagliare e lasciare spazio agli eccessi. Il settore bancario rimane molto esposto alle tensioni che gravano sull’Italia dal punto di vista della tenuta politica ed economica del Paese.

Lo si nota dalla volatilità del settore in Borsa, costantemente più elevata rispetto a quella registrata dal mercato. Particolarmente forte quella degli ultimi 3 mesi, che ha superato quota 30 a fronte del 18,67 circa dell’indice FTSE Mib.

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