Amnistia e indulto: ecco perché non ci saranno novità nei prossimi mesi

Simone Micocci

12 Luglio 2016 - 12:00

Amnistia e indulto: il Governo Renzi al momento ha altre priorità, per questo motivo nei prossimi mesi non bisogna attendersi novità sulla concessione dell’amnistia o dell’indulto.

Amnistia e indulto: ecco perché non ci saranno novità nei prossimi mesi

Amnistia e indulto, novità: quali sono le priorità del Governo Renzi?

Da diversi anni non ci sono novità rilevanti sul fronte dell’amnistia e l’indulto, nonostante nel 2013 siano stati presentati alla Commissione Giustizia del Senato 4 disegni di legge riguardanti la concessione dei due istituti.

Ogni giorno c’è la speranza che la Commissione Giustizia prenda in esame i 4 disegni di legge sull’amnistia e l’indulto, ma questo non accade mai. Inoltre, lo stesso destino sembra sia stato riservato al ddl Pannella sull’amnistia e l’indulto, in quanto probabilmente non verrà mai approvato.

Perché siamo arrivati a questa situazione di stallo? Per quale motivo gli appelli di Papa Francesco e gli allarmi sul sovraffollamento delle carceri non hanno avuto nessun effetto? Al momento le priorità del Governo Renzi sono altre e difficilmente i disegni di legge sull’amnistia e l’indulto verranno presi in considerazione entro la fine di questa legislatura.

Infatti, in questi ultimi mesi in Commissione Giustizia del Senato si sta discutendo della riforma del processo penale. Qualora questa riforma venisse approvata rappresenterebbe una novità molto importante per i detenuti nelle carceri italiane, poiché la durata dei processi verrebbe ridotta. A tal proposito bisogna considerare che circa il 35% dei detenuti in Italia è ancora in attesa di una sentenza definitiva, quindi la riforma del processo penale sarebbe molto utile.

Tuttavia non è detto che la riforma del processo penale venga approvata in tempi brevi, poiché tra le varie forze politiche presenti in Parlamento non è stato ancora raggiunto un punto d’incontro riguardo alla prescrizione.

Amnistia e indulto: novità sulla riforma del processo penale

Al momento l’attenzione della Commissione Giustizia è tutta per la riforma del processo penale, che dovrebbe essere approvata in tempi brevi.

Il condizionale però è d’obbligo in questo caso, poiché all’interno della maggioranza parlamentare sono sorti alcuni elementi di frizione.

Nel dettaglio, il Partito Democratico e il Nuovo Centrodestra non concordano sulla prescrizione. Il PD infatti non vuole accogliere la norma acceleratoria proposta dal NCD per cui il bonus di 18 mesi di sospensione della prescrizione dopo la condanna di primo grado (sia in appello che in Cassazione) dovrebbe essere azzerato qualora nello stesso periodo di tempo non si arrivi a nessuna sentenza.

Nelle ultime ore anche il Ministro della Giustizia Orlando ha manifestato la propria opinione riguardo alla riforma del processo penale. Intervenuto nel corso dell’ultima puntata di Agorà, Orlando ha dichiarato:

“Mi auguro che la riforma del processo penale sia approvata dall’Aula del Senato entro luglio, il che significa che potremmo vederla approvata dalla Camera in settembre”.

Secondo Orlando la soluzione trovata dal PD per la prescrizione è la migliore, poiché:

“Abbiamo detto che se uno è condannato in primo grado ci sono due anni in più per fare l’appello, e di non bloccare tout court col giudizio di primo grado il decorrere della prescrizione. Perché stiamo anche riorganizzando il processo nel suo insieme. Quella sul penale è una legge contro la prescrizione perché rende più veloce l’udienza preliminare, deflaziona il processo, introduce meccanismi che impediscono quelle lungaggini. Se noi blocchiamo il processo punto e basta rischiamo che i processi si allunghino”.

Amnistia e indulto: ecco perché non bisogna attendersi novità

Anche dopo che la riforma del processo penale verrà approvata, il Governo Renzi non chiederà l’esame dei 4 ddl fermi nella Commissione Giustizia del Senato. Infatti, al momento le priorità sono altre, come ad esempio:

  • modifiche al codice penale e di procedura penale;
  • modifica dell’ordinamento penitenziario;
  • detrazione delle spese di giudizio;
  • accesso del figlio alle informazioni sull’identità dei genitori.

Questi sono solamente alcuni degli obiettivi che Renzi si è posto prima della fine della sua legislatura. Tra questi non compare la concessione dell’amnistia e l’indulto per questo motivo difficilmente nei prossimi mesi ci saranno delle novità importanti a riguardo.

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