Alexa ancora nel mirino dell’Antitrust

L’Antitrust Ue vaglia l’utilizzo dei dati personali tratti dai dispositivi Echo da parte di Amazon. I dettagli

Alexa ancora nel mirino dell'Antitrust

Alexa nel mirino dell’Antitrust. Stavolta i timori diffusi nel settore si sono concretizzati nelle attenzioni del Garante per la Privacy del Lussemburgo - ente preposto alla concorrenza dell’Unione Europea - intento a vagliare soprattutto le modalità d’utilizzo dei dati personali tratti dai dispositivi Echo da parte di Amazon.

La crescente popolarità degli altoparlanti ha infatti suscitato diverse preoccupazioni, riguardanti principalmente la gestione delle registrazioni degli utenti che interagiscono con i loro assistenti vocali.

È per questo che l’Autorità di regolamentazione della privacy lussemburghese ha dichiarato di essere in contatto con Amazon, al quale ha chiesto informazioni relative ad Alexa: un’indicazione del crescente disagio normativo riguardo l’uso dei dati personali da parte delle aziende.

Alexa ancora nel mirino dell’Antitrust

Alexa di Amazon, Siri di Apple e Home di Google hanno suscitato diverse preoccupazioni sul fronte privacy.

Il punto cruciale, sollevato lo scorso aprile dal quotidiano Bloomberg, riguarda la gestione delle registrazioni degli utenti che interagiscono con i loro assistenti vocali. Il colosso di Jeff Bezos predispone infatti team espressamente dedicati ad ascoltare le registrazioni vocali in case o uffici dei proprietari di Alexa.

Quelle registrazioni vengono poi trascritte, annotate e reinserite nel software, per favorire il superamento delle lacune nella comprensione del linguaggio umano da parte di Alexa.

La scorsa settimana Apple e Google hanno sospeso questo tipo di operazioni. Secondo quanto riferito dal Guardian, anche la compagnia di Jobs ha comparti completamente dedicati ad ascoltare informazioni riservate e conversazioni private degli utenti con i loro dispositivi.

L’Antitrust Ue ha dichiarato di essere già in comunicazione con Amazon per quanto riguarda Alexa, e di aver contattato diversi retailer e produttori per la prima volta a settembre del 2018, per capire quali dati sono per loro oggetto di condivisione con Amazon.

“In questa fase, non possiamo commentare ulteriormente il caso in quanto siamo vincolati dall’obbligo del segreto professionale”,

ha dichiarato l’Antitrust tramite un portavoce.

Amazon ha dichiarato di aver preso delle misure per risolvere eventuali problemi, evidenziando come al momento garantisca agli utenti la possibilità di non autorizzare il dispositivo ad acquisire e utilizzare le loro registrazioni vocali:

“Le registrazioni vocali degli utenti che scelgono di non dare questa autorizzazione sono escluse dai nostri flussi di lavoro, che in ogni caso comportano la revisione manuale di un campione estremamente ridotto di richieste fatte ad Alexa”.

L’autorità che tutela la concorrenza nell’UE ha possibilità di sanzionare le compagnie ree di violazioni fino al 10% del loro fatturato totale. Amazon è gia noto all’Antitrust del Lusseburgo, che nel 2017 ha inflitto all’azienda di Bezos una multa di 250 milioni di euro causa agevolazioni fiscali usufruite dalla compagnia giudicate illecite.

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