Dopo l’emergenza Covid, l’economia riparte grazie ai giovani impegnati nell’agricoltura. Ecco le nuove prospettive per il settore AgriFood.
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Nonostante le difficoltà dettate dalla pandemia, il 2020 è stato un anno importante per il settore Agrifood. Stando all’analisi condotta da Coldiretti, basata sui dati di Unioncamere, nell’ultimo anno si è registrato un balzo storico del 14% del numero di giovani imprenditori che hanno deciso di investire nel settore agricolo, rispetto a 5 anni fa.
Un dato in controcorrente rispetto all’andamento generale del 2020 che evidenzia come l’agricoltura e i giovani possano rappresentare una risorsa e una speranza per la ripartenza del nostro Paese nel periodo post-Covid.
L’AgriFood rinasce grazie ai giovani
Il settore dell’AgriFood trova una nuova speranza nei giovani. Al momento l’Italia è leader europeo per il numero di imprese agricole guidata da giovani, con oltre 55.000 imprenditori under 35 sparsi da nord a sud del Paese alla guida di allevamenti e aziende agricole. Senza dubbio la crescita è dovuta a diversi fattori, come le svolta green nei consumi e nel lavoro favorite dalla pandemia, oltre che dalla ricerca di nuovi prodotti, più sostenibili e biologici, in linea con i trend del momento, ma radicati nella nostra cultura.
Infatti, il biologico, “più che una scelta dettata dai tempi di oggi, riguardo appunto al business del biologico, è uno stile di vita che i miei genitori hanno adottato già da prima di creare questa realtà”, spiega Lara Tambornini, che a soli 24 anni, dopo una laurea in scienze infermieristiche, ha deciso di mettersi al timone dell’azienda agricola Oranami.
Gli ostacoli per i giovani nel settore AgriFood
Come per ogni altro settore, anche quello dell’agricoltura presenta dei grossi ostacoli che frenano i giovani dall’intraprendere una carriera nella campagna, primo fra tutti quello della burocrazia. Secondo i dati dell’Istat più della metà dei giovani che ha presentato la richiesta per l’insediamento in agricoltura in Italia (il 55% dei quasi 39.000 richiedenti) si è visto respingere la domanda per colpa degli errori di programmazione delle amministrazioni regionali, con il rischio di perdere i fondi stanziati dall’unione europea.
E i problemi sono continuati anche in seguito alla presentazione e all’ammissione al finanziamento. Solamente metà delle richieste ha ricevuto il denaro che gli spettava, mentre tutte le altre hanno dovuto fare i conti con il rischio di trovarsi scoperte da un punto di vista finanziario.
Infine un ultimo aspetto da non sottovalutare è l’impegno e la costanza che questo lavoro richiede. Nel settore agricolo infatti è necessario prendersi cura della terra e degli animali ogni giorno, continua ancora Lara Tambornini, aggiungendo che:
“Credo che non sia una scelta che tutti possano fare perché non abbiamo ferie, non abbiamo festa, non c’è Natale e non ci sono compleanni. Però se fai una cosa che ti piace e soprattutto in cui credi ne vale la pena”.
In collaborazione con Cinitalia.
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