Affitto in nero: stop alle super – sanzioni e agli sconti per chi denuncia. Attenzione, la norma è retroattiva

Vittoria Patanè

14/03/2014

14/03/2014 - 17:40

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La Consulta dichiara illegittime le norme contenute nel decreto del 2012. Cancellati super - sanzioni e sconti

Niente più super – sanzioni per i proprietari che affittano in nero le loro case. Niente più sconti sul canone per gli inquilini che trovano il coraggio di denunciare i padroni degli immobili in cui vivono. Senza colpo ferire la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma contenuta all’interno del decreto n.23 del 2011 sul federalismo fiscale municipale.

La sentenza
La pronuncia di oggi dichiara l’illegittimità dell’articolo 3, commi 8 e 9 che recitano:

8. Ai contratti di locazione degli immobili ad uso abitativo, comunque stipulati, che, ricorrendone i presupposti, non sonoregistrati entro il termine stabilito dalla legge, si applica la seguente disciplina:
a) la durata della locazione è stabilita in quattro anni a decorrere dalla data della registrazione, volontaria o d’ufficio;
b) al rinnovo si applica la disciplina di cui all’articolo 2,comma 1, della citata legge n. 431 del 1998;
c) a decorrere dalla registrazione il canone annuo di locazione e’ fissato in misura pari al triplo della rendita catastale, oltre l’adeguamento, dal secondo anno, in base al 75 per cento dell’aumento degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli impiegati ed operai. Se il contratto prevede un canone inferiore, si applica comunque il canone stabilito dalle parti.
9. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 346, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, ed al comma 8 del presente articolo si applicano anche ai casi in cui:
a) nel contratto di locazione registrato sia stato indicato un importo inferiore a quello effettivo;
b) sia stato registrato un contratto di comodato fittizio.

Tali norme consentivano dunque agli inquilini di registrare il proprio contratto nei casi in cui:

  • esso non fosse stato registrato entro i 30 giorni dalla firma, così come previsto dalla legge,
  • quando l’importo registrato risultasse inferiore a quello reale;
  • quando fosse stato registrato un finto comodato gratuito.

Le motivazioni
Secondo i giudici queste norme risultavano lesive della libertà contrattuale tra le parti, imponendo criteri come contraente, durata e canone.

Parlando delle super-sanzioni, la bocciatura arriva a causa di un difetto di delega. Le norme cioè, oltrepassavano i limiti fissati dal Parlamento.

Emerge con evidenza che la disciplina oggetto di censura, sotto numerosi profili ’rivoluzionaria ’ sul piano del sistema civilistico vigente, si presenti del tutto priva di ’copertura’ da parte della legge di delegazione: in riferimento sia al relativo ambito oggettivo, sia alla sua riconducibilità agli stessi obiettivi perseguiti dalla delega. iIl tema della lotta all’evasione fiscale, che costituisce un chiaro obiettivo dell’intervento normativo non può essere configurato anche come criterio per l’esercizio della delega: il quale, per definizione, deve indicare lo specifico oggetto sul quale interviene il legislatore delegato, entro i previsti limiti.

si legge nella sentenza.

Le conseguenze
La decisione presa dalla Corte Costituzionali potrebbe avere delle ripercussioni pesantissime, perché retroattiva e cioè valida per tutti i contratti registrati a partire dal 6 giugno 2011.

Da oggi i proprietari potranno pretendere che gli inquilini lascino la casa in cui vivono perché, non esistendo più la legge, il contratto non è più valido.

Rimangono comunque in vigore le norme di carattere fiscale: i proprietari dovranno continuare a versare le imposte non pagate, corredate da sanzioni e interessi.

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