Adozione anche per single e coppie di fatto: ecco le nuove regole

L’adozione di minori cambia drasticamente: potranno adottare anche i single e le coppie di fatto di sesso diverso, anche in età avanzata. Il via libera dalla Corte di Cassazione.

Adozione anche per single e coppie di fatto: ecco le nuove regole

Finalmente stanno per cambiare le rigide regole sull’adozione dei minori: anche in Italia sarà possibile procedere all’adozione anche per single, coppie di fatto dello stesso sesso e senza rigidi limiti di età.

La decisione rivoluzionaria arriva dalla Corte di Cassazione che, in un’ordinanza dello scorso 16 giugno 2019, ha stabilito che non ci sono limiti all’adottabilità, anche quando il bambino è disabile.

Ciò non toglie che, prima di procedere all’adozione del minore, si debba sempre valutare il benessere del nucleo familiare. Di conseguenza, la famiglia composta da entrambi i genitori, magari anche di giovane età, sarà sempre preferita; tuttavia ciò non esclude che anche i single o le coppie non sposate potranno adottare.

La decisione della Cassazione prende spunto dal caso di due genitori che avevano abbandonato il figlio poiché affetto da handicap fisico e che, in seguito, avevano contestato l’affidamento ad una donna single di 62 anni. Di seguito vedremo meglio i dettagli della decisione della Cassazione e quali impatti ha avuto sulla disciplina dell’adozione.

Adozione anche per single e coppie di fatto: la storica sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione ha rivoluzionato i criteri per procedere all’adozione dei minori, anche se affetti da disabilità.

Dunque, da adesso, anche single e coppie di fatto non sposate potranno avere accesso all’adozione dei minori, e senza limiti di età. Naturalmente, la scelta del o dei genitori adottivi deve sempre essere fatta nell’interesse del minore, e sulla base di una graduatoria. Ciò significa che, in ogni caso, prima di procedere all’adozione vengono compiute le opportune valutazione circa l’ambiente familiare adottante, sia dal punto di visto morale che materiale; ne risulta che le coppie giovani e tradizionali saranno sicuramente in cima alla graduatoria, ma ciò non toglie che anche i single, le coppie non sposate e le persone in età avanzata possano concorrere con gli altri.

La decisione della Corte di Cassazione non solo interviene sui requisiti di adottabilità, ma chiede anche la velocizzazione degli iter burocratici, spesso così lunghi da scoraggiare le coppie ad intraprendere il percorso adottivo. Basti pensare che il numero dei genitori richiedenti sta calando inesorabilmente; secondo gli ultimi dati, nel 2016 i richiedenti erano 1.548, mentre nel 2017 sono scesi a 1.116.

La decisione della Cassazione, il caso di specie

L’ampliamento dei criteri di adottabilità è stato stabilito dall’ordinanza n. 17100 dello scorso 16 giugno dalla Corte di Cassazione e ha ad oggetto un caso specifico: in pratica, due genitori, dopo aver abbandonato il proprio figlio perché affetto da disabilità e perso la responsabilità genitoriale, si erano poi rivolti alla Cassazione per contestare la decisione circa l’affidamento del minore. Il bambino, infatti, era stato affidato ad una donna single si 62 anni che, nonostante l’età, si era dimostrata perfettamente idonea a prendersene cura.

Con il ricorso alla Cassazione, i genitori naturali del bambino disabile avevano chiesto la revoca dell’affidamento, ma i giudici supremi non solo hanno respinto la richiesta ma hanno anche stabilito che non possono essere imposti limiti di età se viene accertata l’idoneità del o dei genitori adottivi.

Si tratta di una decisione di grande portata innovativa che è destinata, ci si augura, ad ampliare notevolmente la platea dei genitori adottanti.

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