AIM Investor Day 2018: Portobello, la start up che ambisce a diventare una catena retail nazionale

Alessio Trappolini

12 Novembre 2018 - 12:21

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A soli due anni dalla fondazione Portobello vanta già un importante primato: è l’azienda più giovane ad esser quotata su AIM Italia. In attesa dell’evento ponte fra PMI e investitori istituzionali Money.it ha intervistato Roberto Panfili, co-fondatore e Coo della società romana

Il 27 novembre prossimo a Milano presso la sede di Borsa Italiana in Piazza degli Affari si terrà la quinta edizione di AIM Investor Day, il roadshow pensato per facilitare l’incontro fra la piccola e media impresa italiana e gli investitori istituzionali. Organizzato e gestito da IR Top consulting, società di consulenza specializzata in Equity Capital Markets, l’evento vedrà la partecipazione di 24 società quotate su AIM Italia e sei società d’investimento fra Sim, Sgr e banche.

Giunto ormai a 112 società quotate ad ottobre, AIM Italia è diventato nel corso degli anni un punto di riferimento per tutte quelle piccole e medie imprese che vogliono entrare nel mercato dei capitali e mettersi in gioco a livello internazionale, consolidando il mercato di riferimento interno ed espandendosi a livello geografico.

In attesa di AIM Investor Day Money.it ha programmato una serie di interviste ai veri protagonisti dell’evento: gli imprenditori. La prima azienda con cui abbiamo interloquito è stata Portobello, una start up nata nel 2016 e che con soli due anni di vita detiene già un importante primato: è l’azienda più giovane ad essere quotata su AIM Italia. Abbiamo intervistato Roberto Panfili, co-fondatore e Coo della società. Di seguito i punti salienti evidenziati dall’imprenditore.


Roberto Panfili, co-fondatore e Coo di Portobello Spa

Dott. Panfili quali sono le peculiarità e i punti di forza del business di Portobello?

Siamo una start up con l’ambizione di diventare una catena retail a livello nazionale. La nostra forza è quella di saper coniugare in maniera efficiente le due anime del business Portobello: il media e il retail. Per quanto riguarda il primo aspetto ci siamo focalizzati nell’erogazione di servizi pubblicitari, con una particolare attenzione al B2B. L’unità Media&Advertising è specializzata nella vendita e nell’acquisto di spazi pubblicitari sia in gestione diretta che di terzi su canali classici. Le campagne pubblicitarie, inoltre, vengono vendute anche con la formula del cambio merce, il così detto Barter. Questo mix ci permette di offrire al cliente finale un prezzo molto competitivo. Per quanto riguarda la divisione Retail operiamo attraverso negozi di grandi dimensioni, mini store, un portale di vendita e-commerce e la rivendita sui principali marketplace. In questo caso ci poniamo come l’antitesi totale di Amazon: la nostra mission è quella di offrire prodotti di marca a prezzi accessibili attraverso la vendita assistita presso negozi in prossimità.

La crescita degli aggregati economici nei primi due anni di vita dell’azienda è stata sorprendente. Quali piani di sviluppo avete per il futuro?

Dopo un anno e mezzo dalla fondazione Portobello ha conseguito risultati davvero interessanti. Nel 2017 abbiamo fatturato 10 milioni euro, con un Ebitda di 540 milioni ed una generazione cassa pari a 500 mila euro. Questi numeri sono atipici per una realtà come la nostra: di solito le società in fase di start up bruciano cassa mentre noi siamo in grado di generarne già al secondo anno di vita. Nei primi sei mesi del 2018 abbiamo registrato 840 mila euro, tenendo però conto che la stagionalità del business ha un’incidenza significativa: il secondo semestre è quello a maggior redditività. Per fine anno ci attendiamo un fatturato a 20 milioni con una marginalità operativa del 10%. Per la crescita futura vogliamo far leva su due fronti: aumentare il presidio sul segmento Media&Advertising di proprietà attraverso l’acquisizione di alcuni magazine e riviste, a tal proposito comunicheremo al mercato diversi accordi fra novembre e gennaio 2019, e potenziare la presenza nel Retail attraverso l’attivazione di nuovi negozi sia diretti che tramite l’apertura al franchising. Su quest’ultimo aspetto prevediamo di fornire al mercato ulteriori dettagli nella seconda parte del 2019.

Quali sono stati gli impatti più significativi che avete riscontrato con la quotazione su AIM Italia?

L’accesso al mercato dei capitali attraverso AIM Italia ha avuto un impatto positivo. Lo abbiamo riscontrato in maniera tangibile soprattutto sui volumi di business nel settore dell’advertising. La quotazione su un mercato gestito da Borsa Italiana genera senza dubbio un’immediata visibilità presso tutti gli attori del mercato, clienti compresi. Lato B2B quindi abbiamo visto un miglioramento anche qualitativo nel rapporto con i nostri inserzionisti, più propensi a chiudere contratti con una società quotata e quindi più trasparente.

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