Secondo questo studio europeo l’85% delle mele analizzate aveva 3 o più pesticidi al proprio interno.
Gli studi mostrano che moltissimi frutti in Europa sono contaminati da pesticidi e altre sostanze potenzialmente pericolose. Un recente studio dell’Ong Pesticide action network Europe (Pan Europe) ha addirittura trovato più pesticidi nell’85% delle mele analizzate. Questa percentuale si riferisce alle mele che contenevano più di un pesticida, mentre ampliando il parametro anche ai frutti con un solo pesticida al loro interno la percentuale sale addirittura al 93%. Risultati decisamente preoccupanti, a maggior ragione visto che si tratta di frutta coltivata in Paesi europei, Italia compresa.
L’attenzione all’alimentazione sana e sostenibile è sempre maggiore, tanto dalla parte della clientela quanto per la produzione. In Paesi come l’Italia, ma vale per tutta l’Unione europea, gli standard imposti dalla normativa garantiscono un aiuto importante in questo senso. Eppure, questo non significa che tutto il cibo in circolazione sia sempre salubre. Non ci riferiamo ai molteplici alimenti in circolazione che non sono ottimali dal punto di vista salutare, ma a tutti i prodotti che presentano veri e propri rischi per la salute. Nell’ambito della frutta e verdura, dove ci si aspetta la qualità migliore, i rischi sono ancora peggiori. Questo perché viene usata una moltitudine di prodotti per la loro produzione, a partire dai pesticidi, ma passando anche dalle esigenze di ortaggi più resistenti, grandi, colorati eccetera.
L’85% delle mele contiene pesticidi
La ricerca di Pesticide action network Europe mette in evidenza dati estremamente preoccupanti sulla diffusione dei pesticidi nella frutta europea. Lo studio è stato effettuato in collaborazione con 13 organizzazioni, prendendo in riferimento campioni da altrettanti Paesi (per un totale di 59 frutti). Come anticipato, sono stati rilevati vari pesticidi in contemporanea nell’85% delle mele analizzate. Come chiarito più nello specifico da Hogar sin toxicos, che ha preso parte allo studio, ogni mela ha una media di tre pesticidi in contemporanea. Alcuni dei frutti analizzati, però, arrivavano perfino a 7 pesticidi contemporaneamente.
Nel complesso, il 93% delle mele presenti nel campione conteneva dei pesticidi. Per Paesi come la Francia, la Spagna, e la nostra Italia, in particolare, è stata rilevata una quantità dell’80% di mele contenenti più di 3 pesticidi in contemporanea. I Paesi più virtuosi sono stati il Belgio e la Danimarca, in cui la percentuale di mele con residui di pesticidi scende rispettivamente al 50% e al 20%. Nonostante si tratti dei posti migliori i numeri sono comunque piuttosto elevati e, come fatto notare dall’Ong, è importante agire per contenere al più presto la contaminazione di questi frutti.
Regole da rivedere
Martin Dermine, Direttore Esecutivo di PAN Europe, ha parlato con durezza agli Stati membri per l’elevato numero di mele contaminate dai pesticidi ritrovate:
Se la legge fosse stata adeguatamente applicata dalle autorità regolatorie nazionali e dell’UE, un certo numero di pesticidi rilevati sulle mele sarebbe stato vietato molto tempo fa (...) Invece, l’UE propone di indebolire la protezione sanitaria con la sua proposta omnibus su cibo e mangimi. Il nostro rapporto sottolinea che è necessaria una regolamentazione più severa, non meno.
Secondo l’Ong, quindi, sarebbe addirittura necessario inasprire le regole a livello comunitario per tutelare la salute della cittadinanza. Proprio in questi giorni, però, il Consiglio Ue ha approvato una direttiva con una nuova stretta sui pesticidi, oltre che su Pfas e farmaci. Per quanto riguarda i primi, ci sono nuovi prodotti inseriti nella lista di sostanze da monitorare. La normativa comunitaria resta comunque da migliorare, soprattutto per la questione delle autorizzazioni rinnovate in automatico che mancano di una puntuale e periodica valutazione del rischio. Al contrario, considerando che l’esposizione ai pesticidi può avere grosse ripercussioni per esseri umani (e animali) è importante monitorarli e limitarli, in particolar modo per il famigerato “effetto cocktail” (derivato dal miscuglio di vari pesticidi).
© RIPRODUZIONE RISERVATA