8,36% di rendimento totale su un titolo di Stato inglese in scadenza tra meno di 2 anni

Stefano Vozza

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Ricercare la ricca cedola nominale annua o il premio fedeltà a scadenza o una strategica risalita dei prezzi per minimizzare il tempo dell’investimento?

8,36% di rendimento totale su un titolo di Stato inglese in scadenza tra meno di 2 anni

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Gli ultimi dieci giorni sono caratterizzati da un paio di eventi sul fronte obbligazionario, di cui uno prettamente nazionale e l’altro “anche”. Da un lato c’è stato il BTP Italia Sì 5 anni, con cedole variabili composte da una parte fissa dell’1,60% annuo più l’inflazione di periodo e premio fedeltà a scadenza (0,6%). Poi si è avuta una parziale discesa degli yield dopo la tanto attesa tregua USA-Iran con (si spera definitiva) annessa riapertura dello Stretto di Hormuz. A beneficiarne di più sono stati i titoli lunghi, i cui prezzi/yield sono più sensibili alle variabili di comparto, tipo le attese sull’inflazione. Tuttavia, in alcuni casi gli yield sono rimasti decisamente alti anche sul tratto medio-corto. Vediamo, a titolo di esempio, l’8,36% di rendimento totale su questo titolo di Stato AAA in scadenza tra meno di 2 anni.

Investire sui titoli sovrani in sterline del Regno Unito

Tra i titoli del Vecchio Continente ad elevato rating che ancora conservano effettivi a scadenza robusti a breve-medio termine, ci sono i bond di Sua Maestà. Essi ricordano tanto i BTP nazionali nell’autunno del ‘23. Al tempo, il “semplice” BOT, cioè appena 12 mesi di investimento, sfiorava il 4% mentre il decennale veleggiava in area 5%. La differenza si nota meglio sul rendimento totale. All’apice del rialzo degli yield, il BTP 10Y fruttava un 50% lordo complessivo mentre oggi siamo sul 37%, in risalita rispetto al 33% di fine febbraio.

Il United Kingdom Fx 4.5% Jun28 Gbp, con matricola ISIN GB00BMF9LG83, sembra appunto appartenere a un’altra epoca storica. È un quinquennale nato il 23 aprile 2023 e in scadenza il 7 giugno del 2028, tra 715 giorni. Un investimento di medio-corto termine che tuttavia conserva ancora, e quasi intatto, il rendimento della vigilia. Il tasso cedola su base annua, pagato su base semestrale di cui l’ultima una manciata di giorni fa, è del 4,50%, il 3,9375% al netto della trattenuta fiscale. Invece l’attuale rendimento effettivo a scadenza si attesta al 4,27% per via delle quotazioni a 100,49 Gbp. In termini complessivi, cioè da qui a scadenza, stiamo parlando di un 8,36% di interessi lordi.

A titolo di raffronto, il BTP Fx 2.65% in scadenza una settimana dopo l’UK Fx 4.5% Jun28 Gbp, prezza 99,87 e rende effettivo il 2,77% a scadenza. Quasi 3 punti percentuali in meno a parità di tasse e di tempo d’attesa, malgrado il bond inglese goda di un maggior rating emittente. Stiamo parlando di giudizi nell’ordine della doppia A rispetto alla tripla B delle obbligazioni del Tesoro.

Perché rendono tanto queste obbligazioni?

Il perché dei rendimenti sostenuti malgrado l’ottimo rating e la breve durata poggia su più fattori chiave strettamente interconnessi. Essi attengono tanto alle variabili reali che monetarie e politiche, che definirlo un trio micidiale è un eufemismo.

Da anni l’economia interna è alle prese con un trend sostenuto di prezzi in salita. Dopo un’inflazione all’1% e al 2,7% del 2020 del ’21, poi è esplosa all’11% del ’22 e al 7,2% del ’23, e fatica a farla rientrare al livello-target del 2%. Per l’anno in corso le stime parlano di un tasso al 2,8-3% mentre si confida vada meglio l’anno prossimo.

Poi ci sono le incertezze politiche e fiscali, dove sul primo fronte è di lunedì 22 l’annuncio delle dimissioni di Starmer, in carica del 5/07/’24. Si tratta del 6° premier a cadere in 10 anni esatti dalla Brexit, in media un Primo Ministro ogni 19-20 mesi. Più di altro, i mercati temono una fuga di mano sulla gestione dei conti pubblici interni e un ulteriore aumento del debito pubblico (48 mld di £ in più a maggio rispetto ad aprile). Mentre gli operatori si attendono manovre responsabili e correttive (lo stesso vale per la Francia), intanto il rapporto debito/PIL si è portato al 95%, un livello che non si vedeva dagli anni Sessanta.
A cascata, la politica monetaria della Bank of England è più restrittiva rispetto a quella della BCE. I rispettivi tassi di riferimento infatti, sono del 3,75% e 2,25%.

8,36% di rendimento totale su questo titolo di Stato AAA in scadenza tra meno di 2 anni

Stante questo insieme di cose, l’UK Fx 4.5% Jun28 Gbp si configura più come un bond da cassettista o da speculatore in titoli di Stato? Probabilmente la seconda data la grande incognita del cambio sia a scadenza che prima. Simili titoli si possono sfruttare per i rendimenti a scadenza che per i movimenti dei corsi sul mercato secondario e/o i trend valutari.

Partiamo subito dicendo che in termini di scambi il titolo rasenta l’illiquidità. Negli ultimi 30 giorni i contratti daily sono stati mediamente tra le 2 e le 6 unità, per controvalori mediani racchiusi tra i 20 e i 100mila Gbp. Detto ciò, sul primo fronte, i prezzi min-max annui sono stati 99,32 e 102,81 mentre la duration modificata è a 1,82. Tuttavia, al netto dei due picchi dall’analisi recente del grafico si evince che spesso i prezzi sono rimasti tra i 99,7 e i 100,9 Gbp, a testimonianza di un titolo abbastanza stabile.

Più interessanti e incerte, invece, potrebbero rivelarsi le future dinamiche valutarie tra euro e sterlina inglese. Oggi l’Eur/Gbp è a 0,8631 ed è una certezza, mentre sul cambio a venire si ragiona di stime e attese future. Secondo l’agenzia di Previsioni Economiche a giugno ’28 il cross tra le due monete dovrebbe essere racchiuso nel range 0,882–0,908. Se così fosse non sarebbe una bella notizia per i detentori del bond, perché segnalerebbe una sterlina in calo tra il 2 e il 5% contro l’euro.
In casi simili sarebbe meglio liquidarlo prima del termine per non sacrificare la cedola (in tutto o in parte) a copertura della perdita valutaria. L’ideale sarebbe farlo in un momento di forza della sterlina e, magari, anche della politica e dell’economia inglese. Dato il ricco coupon nominale annuo, ne beneficerebbero anche le quotazioni sul mercato secondario.

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