Compilare la dichiarazione dei redditi per chi è separato non sempre è semplicissimo. Come si inseriscono le spese per i figli e quando si scarica il mutuo?
Nel caso di coppie legalmente separate, come si compila la dichiarazione dei redditi con modello 730/2026?
Sono molte le cose da prendere in considerazione poiché la separazione non fa cessare definitivamente gli effetti del matrimonio e il coniuge separato potrebbe essere ancora considerato a carico dell’altro, anche se ormai risultano legalmente separati.
Ma non finisce qui. Per le coppie separate nella compilazione del 730 ci sono diverse cose che vanno prese in considerazione a partire dagli eventuali assegni periodici. Vediamo nello specifico a cosa devono fare attenzione i separati nella compilazione del 730/2026.
Detrazione per coniugi separati
Il coniuge separato che non ha un reddito che supera i 2.841 euro se conviveva con il contribuente, rientrava tra “gli altri familiari” e può essere considerato fiscalmente a carico nel 730/2026: anche se il contribuente non può beneficiare delle detrazioni per altri familiari a carico nella dichiarazione dei redditi di quest’anno, può portare in detrazioni gli eventuali oneri sostenuti per l’ex coniuge a carico.
Fino al 2024 era possibile percepire anche le detrazione per l’ex coniuge a carico in busta paga (le stesse che spettavano per gli altri familiari a carico), ma la Manovra dello scorso anno ha introdotto importanti novità a partire dal 1° gennaio 2025: gli altri familiari a carico per i quali si ha diritto alle detrazioni sono soltanto gli ascendenti conviventi con il contribuente. Questo significa che nel 730/2026 l’ex coniuge separato, anche se con reddito limitato o nullo, non potrà più essere considerato fiscalmente a carico ai fini della detrazione per altri familiari a carico.
Per indicare l’ex coniuge separato come fiscalmente a carico nel 730/2026 bisogna inserire il suo codice fiscale nel quadro “Familiari a carico” nella colonna 4, bisogna barrare, inoltre, la casella “A=Altro” nella colonna 2 e indicare il numero di mesi a carico nella colonna 5.
730/2026 separati: gli assegni all’ex coniuge
Se all’ex coniuge si versano assegni periodici di mantenimento questi vanno indicati nel modello 730/2026 sia da chi li versa, sia da chi li riceve. Va sottolineato, in questo ambito, che non vanno, invece, indicati, nella dichiarazione dei redditi, gli eventuali assegni di mantenimento che si versano e si ricevono per i figli (che invece vanno indicati nell’Isee).
Gli assegni periodici che si ricevono dall’ex coniuge sono assimilati al reddito da lavoro dipendente e proprio per questo fanno cumulo nella determinazione del reddito imponibile ai fini Irpef (e vengono considerati anche nel reddito complessivo da considerare per stabilire se l’ex coniuge possa essere considerato familiare a carico).
Dove indicare nel 730/2026 gli assegni versati all’ex coniuge? Il coniuge che versa gli assegni periodici all’altro deve utilizzare il quadro E al rigo E22 che deve essere compilato come segue:
- nella Colonna 1 si indica il codice fiscale del coniuge che riceve gli assegni;
- nella Colonna 2 si indicano gli importi degli assegni periodici corrisposti al coniuge compresi quelli che, eventualmente, si versano anche per canone di locazione e spese condominiali se disposti dal giudice.
Detrazione del mutuo, cambia con la separazione?
Tra le diverse detrazioni di cui si può fruire con la dichiarazione dei redditi troviamo anche quella relativa agli interessi passivi del mutuo per l’acquisto della prima casa che si indicano nel quadro E.
In caso di separazione, il coniuge che trasferisce la propria residenza ha ancora diritto alle detrazioni per gli interessi passivi del mutuo? Se nella casa di cui paga il mutuo hanno residenza i suoi familiari può ancora portare in detrazione la quota di interessi passivi di sua competenza fiscale, anche se non vive più nell’abitazione in questione.
Detrazioni per i figli e coniugi separati
Quando interviene una separazione legale o un divorzio, la detrazione per i figli spetta nella misura del 50% (ovviamente ora ci si riferisce ai figli con età superiore ai 21 anni, visto che per tutti gli altri le detrazioni sono state assorbite dall’assegno unico).
Solo se i genitori sono d’accordo, possono decidere di destinare la detrazione al genitore con il reddito complessivo più elevato.
Per quel che riguarda, invece, le spese sostenute nell’interesse dei figli a carico, la detrazione si divide in base all’effettivo onere che ciascun genitore ha sostenuto per la spesa in questione.