Modello 730/2022: quali redditi non vanno dichiarati

Caterina Gastaldi

3 Giugno 2022 - 11:04

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Non tutti i redditi sono da dichiarare sul modello 730/2022: ecco quali sono i redditi esenti da imposizione Irpef.

Modello 730/2022: quali redditi non vanno dichiarati

Nel momento in cui si compila il modello 730/2022 ci si può trovare di fronte alla possibilità di non dichiarare alcune tipologie di reddito. Questo perché non tutti i tipi di reddito possono essere dichiarati attraverso il modello precompilato, e, inoltre, non tutti i redditi vanno dichiarati.

Per coloro che si trovano in una situazione che li esclude dall’obbligo di presentazione della dichiarazione, è giusto ricordare che si può comunque presentare il modello, se si volesse recuperare le detrazioni spettanti per oneri sostenuti o chiedere rimborsi relativi a crediti o a eccedenze di versamenti che derivano dalle dichiarazioni degli anni precedenti, o anche da acconti versati per il 2021.

Chi non può utilizzare il modello 730/2022

Dal 31 maggio 2022 è possibile non solo accedere al proprio modello 730 precompilato, ma anche modificarlo oppure scegliere di accettarlo così com’è e inviarlo, entro il 30 settembre 2022. Tuttavia questa opzione non è disponibile per tutti. Esistono infatti alcune tipologie di reddito che non possono essere dichiarate nel modello precompilato.

Come ricorda anche la stessa Agenzia delle Entrate, a dover utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche sono coloro che hanno percepito uno o più redditi dei seguenti tipi:

  • redditi da lavoro autonomo per cui è richiesta la partita Iva;
  • redditi “diversi” e non compresi tra quelli indicati nel quadro D, righi D4 e D5 del 730;
  • non si può utilizzare il modello 730 anche nel caso in di plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate e non qualificate;
  • infine, non si possono dichiarare attraverso il modello 730 i redditi derivanti da produzione di “agroenergie” oltre i limiti previsti redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione.

In questi casi infatti la dichiarazione dovrà appunto essere fatta utilizzando il modello Redditi Persone Fisiche 2022 che, al netto delle proroghe, sarà da inviare entro il 30 novembre 2022, autonomamente o appoggiandosi a Caf o intermediari abilitati, come un commercialista per esempio.

Redditi esenti dalla dichiarazione

Attraverso la dichiarazione dei redditi, che si tratti del 730 o del modello Redditi Persone Fisiche, i cittadini indicano all’Amministrazione finanziaria quali sono stati i suoi redditi percepiti e le imposte da pagare.

Tuttavia ci sono delle tipologie di reddito che sfuggono a questo obbligo per questo non necessitano di essere dichiarate:

  • trattamento di fine rapporto e le somme percepite una tantum a seguito della cessazione del lavoro dipendente, poiché sono assoggettati alla tassazione separata, così come avviene anche per le indennità di preavviso, le somme attribuite per un patto di non concorrenza, a seguito di provvedimenti dell’autorità giudiziaria o di transazioni relative alla risoluzione del rapporto di lavoro. In questi casi infatti la tassazione separata viene già comunicata all’Agenzia da parte del datore di lavoro;
  • redditi da associazione sportiva dilettantistica, nel caso in cui non eccedano la soglia di 20.658,28 euro, poiché le somme necessarie per arrivare a tale cifra o non concorrono alla formazione del reddito, oppure sono coperte da ritenuta a titolo d’imposta;
  • le retribuzioni non percepite, non devono venire indicate neanche nel caso in cui fossero presenti all’interno della Certificazione Unica, stesso discorso per le indennità di preavviso e le somme incassate per il patto di non concorrenza;
  • l’assegno di maternità per la donna non lavoratrice;
  • l’indennità di mobilità per la parte reinvestita nella costituzione di società cooperative;
  • gli assegni per la collaborazione ad attività di ricerca conferiti dalle università, dagli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, e anche dagli enti pubblici e dalle istituzioni di ricerca;
  • canoni di locazione immobile abitativo non percepiti o non riscossi purché vi sia stata una convalida di sfratto per morosità del conduttore/inquilino;
  • i dividendi netti percepiti e derivanti dal possesso di partecipazioni non qualificate in società di capitali, poiché dovrebbero essere soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta;
  • interessi bancari, anche loro soggetti a ritenuta alla fonte;
  • assegno di invalidità per ciechi civili e sordi;
  • assegno di mantenimento dei figli, ma non quello del coniuge;
  • alcune borse di studio che non vengono assimilate al lavoro dipendente, che vanno altrimenti indicate all’interno del quadro C del modello 730 o nel quadro RC del modello Redditi.

Pensioni esenti dall’Irpef

Alcune pensioni sono esenti dall’Irpef e non è quindi necessario dichiararle, ovvero:

  • pensioni corrisposte ai cittadini italiani divenuti invalidi e ai congiunti dei cittadini italiani, se deceduti;
  • pensioni ai cittadini italiani, stranieri, e apolidi, divenuti invalidi nell’adempimento del loro dovere o a seguito di atti terroristici o di criminalità organizzata;
  • maggiorazione sociale dei trattamenti pensionistici prevista dall’articolo 1 della Legge n. 544/1988;
  • pensioni tabellari, sia quelle spettanti per menomazioni durante il servizio di leva, sia quelle corrisposte ai carabinieri ausiliari e a coloro che assolvono il servizio di leva nella Polizia di Stato, nel corpo della Guardia di Finanza, nel corpo dei Vigili del Fuoco e ai militari volontari, se la menomazione che ha dato luogo alla pensione è stata contratta durante e in dipendenza del servizio di leva. Sono escluse in generale le pensioni di guerra.

Lavoro autonomo occasionale

Il reddito da lavoro autonomo occasionale deve essere dichiarato nel quadro RL del modello Redditi PF, oppure nel quadro D del modello 730. In entrambi i casi deve essere recuperata la ritenuta d’acconto del 20% applicata dal sostituto d’imposta.

Tuttavia è possibile che non sia necessario dichiarare questa tipologia di reddito nel caso in cui:

  • i compensi percepiti in questa modalità sono inferiori ai 4.800 euro;
  • non sono stati percepiti altri redditi nell’anno in questione.

In caso contrario vanno inseriti all’interno della dichiarazione. Si può comunque presentare lo stesso la dichiarazione per recuperare la ritenuta subita.

Per quel che riguarda la gestione previdenziale l’iscrizione alla gestione separata Inps diventa obbligatoria nel momento in cui il reddito annuo derivante dalle attività in questione supera i 5.000 euro.

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