70 miliardi di dollari per salvare la rupia. Perché proprio adesso l’India torna sul radar degli investitori globali

Gerardo Marciano

29 Giugno 2026 - 15:25

La Reserve Bank of India ha attirato fino a 70 miliardi di dollari per stabilizzare la rupia. Barclays dice che il rischio peggiore è passato. Ma stabilizzazione non significa rally.

70 miliardi di dollari per salvare la rupia. Perché proprio adesso l’India torna sul radar degli investitori globali

Non sempre una valuta si rafforza perché l’economia sta accelerando. A volte si stabilizza perché una banca centrale riesce a convincere il mercato che la fase più pericolosa è alle spalle. È quello che sta accadendo alla rupia indiana, finita negli ultimi mesi sotto pressione per effetto della forza del dollaro, dei deflussi di capitale dall’azionario indiano e del rincaro del petrolio.

La questione non riguarda soltanto il cambio tra dollaro e rupia. Dietro il movimento della valuta indiana c’è un tema più ampio: la capacità dell’India di finanziare il proprio fabbisogno esterno senza dover subire una svalutazione disordinata. Per un Paese che importa molta energia, e in particolare petrolio, la disponibilità di dollari è un elemento decisivo.

Le recenti misure annunciate dalla Reserve Bank of India, cioè la banca centrale indiana, sono state lette dagli analisti come un intervento mirato proprio a questo obiettivo: attirare valuta estera, ridurre il rischio di tensioni sul mercato dei cambi e rendere più controllato il percorso della rupia. Barclays, in particolare, ritiene che queste misure abbiano eliminato il rischio estremo al ribasso per la valuta indiana. [...]

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