Ricavi a 13,6 milioni (-25% su base annua), margini al 13% e Ebitda +70%. Eppure il titolo cede il 9% dopo i conti 2025. Cosa sta guardando il mercato.
Ieri il mercato aveva anticipato i conti 2025 con un rialzo superiore al 9%. Oggi quella spinta si è del tutto riassorbita, con il titolo che lascia sul terreno circa il 9%.
Nel giro di ventiquattro ore si passa dall’entusiasmo alla prudenza. Una dinamica tipica delle small cap tecnologiche, non solo a Wall Street, ma anche a Milano.
Il bilancio, infatti, non offre una lettura univoca. L’Ebitda cresce in modo significativo, la marginalità raddoppia, la struttura appare più efficiente. Allo stesso tempo il fatturato arretra rispetto all’esercizio precedente. Ed è su questo scarto che il mercato sta ragionando.
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Quanto fattura Datrix
Nel 2025 Datrix chiude con ricavi consolidati pari a 13,6 milioni di euro, contro i 18,2 milioni dell’anno precedente.
Considerando i ricavi netti consolidati, al netto del costo del venduto del segmento AdTech, il dato si attesta a 10,9 milioni, in diminuzione del 15% rispetto ai 12,8 milioni del 2024.
La contrazione dei ricavi è il primo elemento che emerge leggendo il conto economico. Tuttavia la composizione del fatturato racconta una trasformazione in corso.
Il 60% dei ricavi è ricorrente, una quota che contribuisce a stabilizzare la visibilità futura. Il 47% proviene dall’estero, con una presenza crescente negli Stati Uniti. Nel primo semestre 2025 il gruppo aveva registrato una crescita del 9% a perimetro omogeneo, sostenuta dall’AdTech USA (+10%) e dalla linea dedicata ai processi industriali, in progresso del 40%.
Il quadro complessivo indica un modello che si sta riequilibrando, con maggiore attenzione alla qualità dei contratti e alla sostenibilità dei margini.
Ebitda in forte crescita e margini al 13%
Il dato che colpisce di più riguarda la redditività. L’Ebitda Adjusted sale del 70%, raggiungendo circa 1,8 milioni di euro. La marginalità sui ricavi totali passa dal 6% al 13%, più del doppio rispetto all’anno precedente.
Con ricavi più contenuti, l’aumento dei margini indica una gestione più efficiente dei costi e una selezione più attenta delle attività. Il gruppo ha progressivamente ridimensionato i segmenti meno profittevoli, concentrando risorse e investimenti sulle aree con maggiore capacità di generare valore.
Sul piano finanziario la posizione netta evidenzia un indebitamento di 2,4 milioni di euro al 31 dicembre 2025, in lieve miglioramento rispetto al primo semestre. Il confronto con fine 2024 include effetti straordinari legati all’acquisizione di Adapex e ai costi di riorganizzazione.
Il bilancio mostra quindi una struttura più snella rispetto al passato e una maggiore disciplina operativa.
La reazione di Borsa riflette una fase di assestamento dopo il rally della vigilia. Gli investitori stanno valutando se la crescita della redditività sia sufficiente a sostenere una nuova fase espansiva anche sul fronte dei ricavi.
La traiettoria dei prossimi trimestri sarà decisiva. Se l’aumento dei margini troverà conferma in una ripresa del fatturato, il mercato potrebbe riconsiderare le valutazioni attuali. In caso contrario, la volatilità osservata in queste ore potrebbe non essere un episodio isolato.
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