Cosa succede quando troppi investitori scommettono contro un titolo e improvvisamente si trovano dalla parte sbagliata del mercato? È proprio in questi momenti che nascono i movimenti più violenti e inattesi. Il segreto è capire cosa guardare. Uno degli indicatori più rilevanti è il livello di active short. I titoli europei con maggiore active short sono anche i principali candidati a un short squeeze. E dagli strumenti di screening emergono cinque potenziali candidati. Ma guardiamo meglio di chi si tratta.
Cos’è l’active short e perché è importante
Per comprendere il potenziale di uno short squeeze, è necessario partire dal concetto di active short. Questo indicatore rappresenta la percentuale del float di un’azione che è attualmente oggetto di posizioni corte attive, ovvero posizioni aperte da investitori che stanno scommettendo su un ribasso del prezzo.
Tecnicamente, una posizione short si realizza attraverso un meccanismo chiamato short selling. L’investitore prende in prestito le azioni da un intermediario, le vende immediatamente sul mercato e spera di riacquistarle successivamente a un prezzo inferiore, restituendole al prestatore e incassando la differenza.
L’active short misura quindi la pressione ribassista strutturale presente su un titolo. Quando questo valore è elevato, significa che una quota significativa del capitale circolante è detenuta da investitori che trarranno profitto solo se il prezzo continuerà a scendere.
Questo dato rappresenta una vera e propria mappa del posizionamento speculativo. Più è alto, più il mercato è polarizzato su una view negativa.
Cos’è uno short squeeze e perché si verifica
Uno short squeeze è un fenomeno tecnico di mercato che si verifica quando un titolo fortemente shortato inizia a salire rapidamente, costringendo gli investitori short a chiudere le proprie posizioni in perdita.
Il punto chiave è che chi è short, per uscire dalla posizione, deve comprare il titolo.
Questo crea un effetto di domanda forzata. Più il prezzo sale, più gli short seller subiscono perdite. Più le perdite aumentano, più sono costretti a ricomprare le azioni per limitare il danno. Questo meccanismo genera un feedback loop positivo.
In termini tecnici, si tratta di una forma di short covering cascade, in cui la liquidazione progressiva delle posizioni corte alimenta ulteriormente il rialzo del prezzo, creando movimenti esplosivi spesso scollegati dai fondamentali nel breve periodo.
Per questo motivo, i titoli con elevato active short rappresentano un potenziale squilibrio latente. Non è detto che lo short squeeze si verifichi, ma le condizioni strutturali sono presenti.
Secondo i più recenti strumenti di screening, cinque titoli europei emergono per livelli particolarmente elevati di active short.
1) Saipem: active short 12,85%
Partiamo da Piazza Affari con Saipem, uno dei principali operatori globali nel settore dell’ingegneria energetica. La società si occupa della progettazione e costruzione di infrastrutture complesse legate al petrolio, al gas e sempre più anche alle energie rinnovabili.
In pratica, Saipem costruisce piattaforme offshore, impianti industriali e infrastrutture energetiche su larga scala.
Il suo livello di active short pari al 12,85% è significativo. Tuttavia, nel settore energetico, le posizioni short sono spesso utilizzate come strumenti di copertura.
Ad esempio, un hedge fund potrebbe essere long su produttori di petrolio e short su società di servizi come Saipem per isolare specifiche esposizioni al ciclo degli investimenti energetici.
Questo significa che una parte dello short potrebbe non essere puramente speculativa, ma legata a strategie di arbitraggio settoriale o neutralità rispetto al mercato.
2) Ubisoft Entertainment: active short 13,43%
Il secondo nome è Ubisoft Entertainment, una delle principali software house europee nel settore dei videogiochi. È la società dietro franchise globali come Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six.
Ubisoft non vende solo giochi, ma gestisce vere e proprie proprietà intellettuali globali con cicli di monetizzazione che durano anni.
Il livello di active short pari al 13,43% riflette probabilmente le incertezze legate alla crescita futura, alla competizione e alla transizione verso modelli basati su servizi ricorrenti.
Anche in questo caso, lo short può essere utilizzato come copertura contro esposizioni lunghe su altri titoli del settore gaming o tecnologico, specialmente in strategie long-short equity.
Il settore dei videogiochi è altamente ciclico e dipendente dal successo commerciale dei singoli titoli, il che lo rende particolarmente sensibile al posizionamento speculativo.
3) Valeo: active short 12.52%
Valeo è uno dei principali fornitori globali di componenti per l’industria automobilistica. Produce tecnologie legate all’elettrificazione, ai sistemi di assistenza alla guida e all’efficienza energetica dei veicoli.
In sostanza, Valeo è uno dei pilastri tecnologici dietro la transizione verso l’auto elettrica.
Il suo active short del 12,52% riflette probabilmente le incertezze legate alla trasformazione strutturale del settore automotive, caratterizzato da margini compressi e forti investimenti in ricerca e sviluppo.
Anche qui, lo short può rappresentare una copertura rispetto a esposizioni su produttori automobilistici o ETF settoriali.
Gli investitori istituzionali spesso utilizzano queste strategie per isolare il rischio specifico e ridurre l’esposizione direzionale al mercato.
4) Gerresheimer AG: active short 15,82%
Il livello più elevato di active short tra questi titoli appartiene a Gerresheimer AG, con il 15,82%.
Gerresheimer è una società tedesca specializzata nella produzione di contenitori e dispositivi medicali, inclusi flaconi per farmaci, sistemi di somministrazione e packaging per l’industria farmaceutica.
Si tratta di un business meno visibile al grande pubblico ma estremamente rilevante nella catena di approvvigionamento sanitario globale.
L’elevato livello di short potrebbe riflettere aspettative su rallentamenti della crescita, pressioni sui margini o rivalutazioni del settore healthcare. Tuttavia, anche qui, le posizioni short possono essere parte di strategie di copertura settoriale, specialmente in portafogli con esposizioni lunghe su grandi aziende farmaceutiche.
5) HelloFresh SE: active short 12,05%
Infine, troviamo HelloFresh SE, società tedesca che ha rivoluzionato il settore della distribuzione alimentare attraverso il modello delle meal kit, ovvero kit pronti con ingredienti e ricette consegnati direttamente a casa.
Questo modello ha avuto una crescita esplosiva durante la pandemia, ma ha successivamente affrontato sfide legate alla normalizzazione dei consumi.
Il suo active short del 12,05% riflette probabilmente aspettative su una crescita più lenta o sulla sostenibilità del modello nel lungo periodo. Anche in questo caso, lo short può essere utilizzato come copertura contro esposizioni su altri titoli del settore e-commerce o consumer.
Un segnale da monitorare, non una certezza
Livelli elevati di active short rappresentano una condizione necessaria, ma non sufficiente, per uno short squeeze.
Non è automatico che uno short squeeze si verifichi. In molti casi, un elevato short interest riflette difficoltà reali affrontate dalla società, come rallentamenti della crescita, cambiamenti strutturali del settore o deterioramento dei fondamentali.
In altre parole, non si tratta di un segnale di acquisto, ma di un indicatore tecnico che evidenzia uno squilibrio nel posizionamento degli investitori.
Gli short squeeze sono eventi rari e spesso imprevedibili. Possono verificarsi, ma possono anche non verificarsi mai. Per questo motivo, questi dati non devono essere interpretati come indicazioni operative, ma come elementi informativi utili per comprendere meglio le dinamiche del mercato.
Più che opportunità, rappresentano situazioni complesse. E proprio per questo, meritano attenzione.