Ipse dixit: i 5 più grandi errori di valutazione compiuti dai manager verso i propri avversari

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Ipse dixit: i 5 più grandi errori di valutazione compiuti dai manager verso i propri avversari

Da Netflix che secondo il Ceo di Blockbuster non aveva futuro fino agli iPhone che nessuno comprerà: ecco i 5 più grandi errori di valutazione commessi dai manager.

“Netflix? Non è per noi un pericolo…” Questa frase pronunciata nel 2008 da Jim Keynes, all’epoca Ceo di Blockbuster, può essere definita l’emblema riguardo i clamorosi errori di valutazione compiuti da alcuni dei più importanti manager mondiali.

La storia del mondo dell’industria infatti, soprattutto quella legata in qualche modo alla tecnologia e alle sue innovazioni, è piena di per certi versi incredibili cantonate prese da alcune aziende in termini strategie aziendali e rapporti con i competitor.

Scelte sbagliate e completa mancanza di lungimiranza che in molti casi ha poi portato anche al fallimento di gruppi che, come per esempio Blockbuster, magari fino a qualche anno prima erano considerati degli autentici colossi del proprio settore.

Vediamo allora quali possono essere definite le cinque frasi più sbagliate, in ottica di previsioni di successo o insuccesso di un prodotto o di un competitor, che sono state pronunciate dai vertici di importanti aziende.

Jim Keynes su Netflix

Con ogni probabilità il più grande errore di valutazione della storia recente è stato quello di Jim Keynes, ex Ceo di Blockbuster che nel 2008 così parlava a riguardo del fenomeno Netflix.

Né RedBox, né Netflix sono lontanamente sul nostro radar in quanto a competitività,piuttosto, Wal-Mart e Apple.

Purtroppo però per Keynes le cose andarono un po’ diversamente, tanto che Blockbuster, messo in crisi proprio dai competitor che hanno puntato sullo streaming, dopo una lunga agonia nel 2013 ha chiuso per fallimento, anche se ancora negli states ci sono alcuni negozi della catena ancora aperti.

Netflix invece è una compagnia che, oltre a valore attualmente 54,4 miliardi di euro, è in continua espansione tanto da essere sbarcata in molti altri paesi, tra cui l’Italia, proponendo anche nuovi servizi come il download di film e serie TV da guardare offline.

Reggie Fils-Aime sui giochi per mobile

Anche se non ha portato conseguenze catastrofiche come per Blockbuster, l’ipotesi di Reggie Fils-Aime, direttore operativo della divisione nordamericana della Nintendo, riguardo il futuro dei giochi su mobile è stata altrettanto sbagliata.

I giochi per mobile sono un fenomeno passeggero, dal punto di vista del consumatore.

Questo era il pensiero di Fils-Aime nel 2011. Chissà invece cosa ne penserà ora che giochi per mobile come Fidget Spinner, Clash of Clans oppure il famoso Pokemon Go fanno registrare ogni giorno milioni di giocatori.

Steve Ballmer su iPhone

Tra Microsoft e Apple è risaputo che non sia mai corso buon sangue. Battaglie industriali a parte, fu clamorosa l’uscita di Steve Ballmer, ex Ceo dell’azienda di Bill Gates, riguardo il lancio del primo iPhone.

Cinquecento dollari? Rateizzato? Con un contratto? Credo che sia il telefono più costoso al mondo. E non piacerà a chi lo utilizza per lavoro, perché non ha una tastiera. Il che lo rende scomodo per inviare email.

Inutile poi soffermarsi sul successo che hanno avuto gli iPhone non soltanto nella sua prima versione, ma anche in quelle successive tanto da essere stato poi un po’ imitato da tutti gli altri produttori di cellulari.

Sempre Ballmer poi, a cui con ogni probabilità non piace molto un po’ tutto quello che non è Microsoft, definì anche Google come non una vera azienda, ma solo un castello di carte. Anche qui la valutazione fu leggermente sbagliata, visto che oggi Google può vantare un capitale sociale di 88 miliardi di dollari.

Thomas Watson sui computer

Fa un po’ strano dover annoverare in questa classifica Thomas J. Watson, presidente e amministratore delegato dell’IBM dal 1914 al 1956. La sua uscita però nel 1943 sui computer fu però alquanto errata.

Credo che ci sia un mercato globale forse per cinque computer.

Naturalmente poi i computer ebbero una espansione incredibile e non soltanto di cinque unità, con l’IBM che fu capace poi di trarne enormi profitti. Si può dire quindi che Watson, che comunque è considerato come uno dei più grandi manager della storia, dopo un errore iniziale di valutazione abbia saputo come interpretare al meglio le potenzialità dei computer.

Edward Zander su iPod Nano

Dopo una brillante carriera a capo della Sun Microsystems, Edward Zander nel 2004 diventa Ceo della Motorola. Famosa è una sua dichiarazione nel 2006 sull’iPod Nano durante una conferenza stampa.

All’inferno l’iPod Nano. Che diavolo fa? Chi è che ascolta 1.000 canzoni?

Invece che 1.000 canzoni il Rokr della Motorola, ai tempi uno dei competitor dell’iPod Nano, ne poteva contenere solo 100. Il colosso dell’Illinois poi dichiarò che Zander all’epoca scherzava, con il manager che terminò la sua guida dell’azienda nel 2008.

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