41 bis: i boss possono leggere il giornale. L’informazione è un diritto

Illegittimo vietare ai boss in carcere duro l’abbonamento ai quotidiani d’informazione. Tuttavia le notizie possono essere “filtrate” se contengono informazioni sui reati di mafia. L’ultima decisione della Cassazione.

41 bis: i boss possono leggere il giornale. L'informazione è un diritto

Ai boss mafiosi detenuti al 41 bis non può essere negata la lettura dei giornali e, quindi, il diritto ad essere informati in quanto questo rappresenta un elemento imprescindibile della libertà di manifestazione del pensiero sancita dalla Costituzione.

Così la Corte di cassazione ha accolto il ricorso del boss Salvatore Madonia, tra gli accusati dell’omicidio di Paolo Borsellino. Tuttavia la casa circondariale può sempre negare l’abbonamento ai giornali locali o alle testate nazionali se contengono notizie riguardo inchieste o arresti di mafia, tali da costituire informazioni utili ai detenuti.

In tutti gli altri casi, invece, la lettura dei giornali non può essere negata nemmeno in regime di “carcere duro”.

Boss mafiosi al 41 bis: garantito il diritto a leggere il giornale e informarsi

I giudici della suprema Corte di cassazione tornano a parlare di 41 bis, stavolta in merito alla possibilità di leggere i quotidiani e abbonarsi alle riviste. La decisione (sentenza n. 21803/2020) riguarda un ricorso - uno dei tanti - del capomafia Madonia, in ergastolo dal 1991 dopo il processo Borsellino-ter con l’accusa di associazione mafiosa, spaccio di droga e traffico armi, estorsione e omicidio.

La Cassazione ha dichiarato illegittima la decisione della casa circondariale in cui è detenuto Madonia al 41 bis di negare l’abbonamento ad alcuni quotidiani nazionali: infatti i giornali in questione non contenevano informazioni compromettenti oppure utili in qualche misura a fornire dettagli su inchieste, arresti e altre novità relative ai reati di omicidio o associazione di stampo mafioso.

Questo perché leggere, informarsi e apprendere cosa succede nel mondo esterno è un diritto dei carcerati (anche al 41 bis) e non può essere negato a meno che non leda la sicurezza dei detenuti o favorisca il passaggio di informazioni.

Resta, invece, il limite della stampa locale la quale contiene con più facilità e frequenza informazioni utili ai boss. Per quanto riguarda la stampa nazionale, invece, ogni limitazione deve essere specificamente motivata, altrimenti la lettura è da considerarsi sempre permessa, anche con abbonamenti gratuiti.

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