Per gran parte del 2023 i mercati delle materie prime hanno “camminato sull’acqua”, cioè sono stati abbastanza volatili e altalenanti.
L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, oltre alle difficoltà della catena di approvvigionamento dovute al Covid-19, aveva fatto impennare i prezzi delle materie prime nel 2022. Ma le scarse prospettive economiche hanno reso per così dire “insipido” un mercato tradizionalmente molto attivo.
Un po’ di eccitazione è tornata alla fine del 2023, quando i prezzi del petrolio si sono risollevati in seguito all’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre. Ma le preoccupazioni per la domanda globale in un contesto di crescita stagnante hanno mantenuto gli indici delle materie prime al ribasso.
Le materie prime da monitorare nel 2024
Nel 2024 i problemi di strozzamento dell’offerta, insieme alla ripresa della domanda, potrebbero però far decollare quattro mercati delle materie prime.
1) Petrolio greggio
Il primo è il petrolio greggio. Oggi 15 gennaio il WTI si muove sui 72,25 dollari al barile. Solo il 12 gennaio era vicino alla soglia dei 74 dollari barile in seguito agli attacchi statunitensi e britannici contro le posizioni degli Houthi, i ribelli yemeniti che da un mese stavano bombardando le navi mercantili nel Mar Rosso. Il rischio geopolitico influenzerà notevolmente il prezzo del petrolio nel corso del 2024, stante il fatto che la guerra tra Hamas e Israele difficilmente troverà una soluzione di pace entro il presente anno.
A parte ciò, alcuni analisti ritengono che la nuova offerta si combinerà con la lenta crescita economica per causare un graduale declino del prezzo, da oltre 90 dollari nel settembre 2023 a 80 dollari al barile o meno nel corso del 2024. Ma questo potrebbe spingere l’Arabia Saudita, il più grande produttore mondiale, ad annunciare riduzioni della produzione più profonde rispetto al taglio di 1 milione di barili al giorno - equivalente all’1% della domanda globale - adottato a luglio. Anche la produzione iraniana, soprattutto se l’Iran dovesse entrare direttamente in guerra contro Israele a supporto di Hamas, potrebbe essere intaccata da sanzioni o problemi di trasporto. Questo potrebbe creare le premesse per una stretta sull’offerta quando tornerà la crescita economica.
Attenzione: per investire sul petrolio fisico (che è un solo componente) è necessario utilizzare gli ETC; per investire invece su un paniere di aziende che estraggono petrolio bisogna utilizzare gli ETF legati al petrolio.
leggi anche
ETF petrolio: come investire e quale scegliere
Io preferisco gli ETC, se vogliamo speculare sulla materia prima pura. Il WisdomTree WTI Crude Oil ETC è uno degli ETC su petrolio in USD più scambiati in assoluto, esso intende replicare l’andamento del Bloomberg WTI Crude Oil Multi-Tenor Excess Return Index tramite replica sintetica basata su swap. Il fondo non fornisce copertura valutaria (quindi attenzione al rischio svalutazione dollaro se la Fed dovesse intraprendere la strada del ribasso dei tassi già a marzo-aprile). Il codice ISIN è GB00B15KXV33 / Ticker: CRUD.
2) Litio/Cobalto
Anche alcuni mercati dei metalli sembrano vulnerabili ai rischi di scarsità e quindi potenzialmente soggetti a rialzi.
Con il continuo aumento della domanda di veicoli elettrici, molti esperti prevedono che ci sarà una maggiore pressione sull’offerta di risorse come il litio e il cobalto. Uno degli ETF che investe in società produttrici di batterie è L&G BATTERY VALUE-CHAIN UCITS ETF. L’indice Solactive Battery Value-Chain replica società attive nello sviluppo e produzione di batterie. Attenzione: anche questo ETF è senza copertura valutaria. Non utilizza derivati, ma utilizza la strategia “Long only”. Con replica fisica totale. La Valuta del fondo è il dollaro americano. ISIN: IE00BF0M2Z96 Ticker: BAT. Purtroppo non ci sono ETC sulla materia prima in questione.
3) Rame
Attenzione invece al rame, i cui prezzi sono scesi nel 2023 a causa della bassa crescita cinese. Tuttavia, soprattutto nella seconda parte dell’anno, se la crescita del Sud-est asiatico dovesse riprendere tono, il rame potrebbe essere la materia prima più interessata da un aumento del prezzo. Un ETC interessante ce lo offre sempre wisdom tree. Si tratta del WisdomTree Copper. ISIN GB00B15KXQ89 Ticker: COPA.
Questo ETC replica l’indice Bloomberg Copper che a sua volta replica il prezzo dei contratti future sul rame.
4) Uranio
Infine, il più caldo di tutti i mercati dei metalli potrebbe essere quello ultra-nicchia dell’uranio. La ricerca di fonti stabili di energia a basse emissioni di carbonio e la guerra in Ucraina hanno reso i governi più affamati di energia atomica, proprio come i colpi di stato e i conflitti hanno interrotto la produzione di uranio.
I prezzi del metallo, già ai massimi da un decennio a questa parte, potrebbero salire ulteriormente, dato che i deficit di mercato permangono. Ne consiglio quindi l’acquisto in quote assolutamente modeste all’interno del vostro portafoglio di materie prime. Anche perché le dimensioni di questi ETF sull’uranio oscillano tra i 130 milioni di euro e i 240 milioni di euro, quindi non molto rilevanti e perciò sono ETF abbastanza volatili.
Ad ogni modo, questi sono i 3 ETF sui quali puntare per investire sull’uranio:
HANetf Sprott Uranium Miners
ISIN IE0005YK6564 Ticker U3O8
L’HANetf Sprott Uranium Miners UCITS ETF Acc replica l’indice North Shore Sprott Uranium Miners. L’indice North Shore Sprott Uranium Miners replica società globali attive nell’esplorazione, estrazione e/o raffinazione dell’uranio.
Global X Uranium
ISIN IE000NDWFGA5 Ticker URNU
Il Global X Uranium UCITS ETF USD Accumulating replica l’indice Solactive Global Uranium & Nuclear Components. L’indice Solactive Global Uranium & Nuclear Components replica società globali attive nell’esplorazione, estrazione e/o raffinazione dell’uranio.
VanEck Uranium and Nuclear Technologies
ISIN IE000M7V94E1 Ticker NUCL
Il VanEck Uranium and Nuclear Technologies UCITS ETF A replica l’indice MarketVector Global Uranium and Nuclear Energy Infrastructure. L’indice MarketVector Global Uranium and Nuclear Energy Infrastructure replica società di tutto il mondo che operano nei settori dell’estrazione dell’uranio e delle infrastrutture per l’energia nucleare.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |