3 titoli di Piazza Affari nel mirino dei venditori. Ma uno può salire del 42%

Claudia Cervi

9 Settembre 2025 - 07:52

Tre big di Piazza Affari finiscono nel mirino dei venditori dopo il crollo del petrolio e i dati macro Usa. Ma uno dei titoli ha ancora spazio per un rialzo del 42%.

3 titoli di Piazza Affari nel mirino dei venditori. Ma uno può salire del 42%

3 titoli di Piazza Affari sono finiti nel mirino dei venditori nell’ultima seduta della settimana. A volte basta un dato macroeconomico dall’altra parte dell’oceano per far tremare Piazza Affari. È quello che è successo dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro americano, più deboli delle attese e in grado di cambiare in pochi minuti il sentiment degli investitori. Meno occupati implicano una crescita più lenta, crescita più lenta significa meno domanda di energia e questo si traduce immediatamente in vendite sul petrolio. Così, mentre le quotazioni del Brent e del WTI scivolavano al ribasso, anche a Milano i titoli legati all’oro nero hanno iniziato a perdere terreno. Non è una questione di dati fondamentali. Ecco perché, tra i titoli in esame, uno può salire addirittura del 42% nel medio termine.

1) Eni

Grafico azioni Eni Grafico azioni Eni Fonte Tradingview

Eni è finita tra i titoli più penalizzati nella seduta di venerdì. Dai massimi di inizio mese, la perdita cumulata è nell’ordine del 5-6%. Dunque per il momento appare come una correzione fisiologica, simile ad altre brevi battute d’arresto che hanno interrotto il trend rialzista iniziato la scorsa primavera. Tuttavia, Morgan Stanley ha aggiornato il prezzo obiettivo sul titolo a 14,60 euro mantenendo un giudizio “neutrale”. Secondo la banca d’affari, dunque, c’è poco spazio per rialzi robusti in assenza di svolte sul petrolio o di notizie corporate ad alto impatto. Il target medio degli analisti si colloca a 15,30 euro, sui massimi di inizio mese, che riflette un potenziale rialzo del 3,5% che di fatto enfatizza l’idea che per ora le prospettive non giustifichino un ampio rally.

Restano però elementi di fondo che non vanno sottovalutati, dal buyback alla presenza in asset strategici come l’Africa subsahariana, dove progetti della joint venture Azule Energy hanno mostrato capacità operative non banali. Anche sotto il profilo grafico, la seduta inside di lunedì lascia intendere che i supporti testati a 14,50 circa possano tenere, sostenendo l’uptrend di fondo.

2) Tenaris

Grafico Tenaris Grafico Tenaris Fonte Tradingview

Tenaris è uno dei titoli più sensibili alle dinamiche del petrolio. Morgan Stanley ha ridotto il prezzo obiettivo a 34 dollari e confermato un giudizio underweight, segnale che gli analisti vedono margini di apprezzamento limitati e un’esposizione al ciclo dei tubi per l’oilfield ancora sensibile alle oscillazioni del petrolio.

Il punto critico per Tenaris è la dinamica degli investimenti upstream a livello globale. Finché il mercato globale dell’energia non darà segnali più solidi di ripresa della spesa, le prospettive sui ricavi restano incerte. Anche alla borsa di Milano, dove il titolo scambia a 15,10 circa, il quadro grafico resta precario dopo il test dei supporti in area 15. La tenuta o meno della trend line che sale dai minimi di aprile, passante proprio da quest’area, potrebbe determinare lo scenario evolutivo delle prossime sedute. Un rimbalzo da questi livelli potrebbe riportare i prezzi sulle resistenze a 15,70 circa. Sotto area 15, invece, rischio di affondo a 14,67 e a 14,30.

3) Saipem

Grafico azioni Saipem Grafico azioni Saipem Fonte Tradingview

Tra i tre titoli, Saipem è quello che più di tutti mostra numeri interessanti in termini percentuali se si ragiona sui target degli analisti. Citi ha ribadito un giudizio di fiducia mantenendo un buy e posizionando il prezzo obiettivo intorno a 3,30 euro, cifra che rispetto ai livelli attuali, a 2,30 euro circa, lascia intravedere un potenziale di rialzo del 42%. Da un punto di vista grafico, il titolo ha interrotto a giugno il rialzo partito ad aprile in area 2,50 e ora si muove lateralmente in un intervallo compreso tra 2,20 e 2,48 euro. La tenuta di area 2,20 e la rottura di 2,48 potrebbero riattivare l’uptrend verso i target indicati.

Saipem ha un portafoglio ordini rilevante e una expertise su grandi progetti offshore che la rende strategica per chi scommette sulla ripresa degli investimenti energy capex e sulle commesse legate alla transizione energetica. Nel breve tuttavia la volatilità del greggio e la sensibilità del titolo alle notizie di mercato possono trasformare ogni spinta positiva in un’altalena di prezzo.

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